L’AQUILA – Niente da fare, ci si avvia verso la chiusura, dal primo maggio, alla chiusura della funivia del Gran Sasso. Per rivederla in funzione si dovranno rispettare le prescrizioni manutentive poste da Ansfisa, l’agenzia nazionale per la sicurezza di queste infrastrutture.
“Il Tar ha rigettato, come prevedibile, il ricorso proposto dal Comune dell’Aquila per l’annullamento del provvedimento con cui l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie delle Infrastrutture Stradali e Autostradali ha limitato, fino al 30 aprile prossimo, l’esercizio della Funivia del Gran Sasso, con prescrizione della sostituzione delle quattro funi portanti”. Così il Pd aquilano torna ad attaccare l’amministrazione comunale sulla vicenda della Funivia del Gran Sasso.
“L’ennesimo schiaffo al presidente del Ctgs Dino Pignatelli e al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi che, prima, hanno tentato di rassicurare le cittadine e i cittadini, gli operatori economici del comprensorio e gli appassionati ribadendo, con arroganza, pressappochismo e irresponsabilità che l’esposto presentato da un cittadino non era altro che uno strumentale “procurato allarme” e, poi, dinanzi alle durissime prescrizioni dell’Ansfisa, hanno – con altrettanta arroganza – tentato di impugnare il provvedimento che, invece, ha resistito al giudizio del Tribunale amministrativo”.
“Torniamo, per questo, a chiedere le immediate dimissioni di Pignatelli e una piena assunzione di responsabilità politica da parte del sindaco Biondi, del suo assessore alle partecipate e dei dirigenti comunali, se è vero, come è vero, che le criticità erano note da tempo e, per tempo, si doveva intervenire, programmando gli interventi e stanziando le risorse necessarie”.
“Al contrario, si è preferito nascondere la testa sotto la sabbia, sperando – irresponsabilmente – che la situazione potesse trascinarsi ancora. Eppure, c’erano i soldi del Pnrr che si potevano stanziare per ammodernare la funivia, dando respiro al comprensorio montano che, nonostante le promesse, è stato abbandonato a sé stesso. Si è preferito, però, utilizzare le risorse comunitarie come si fosse al bancomat, per finanziare interventi ordinari così da soddisfare le richieste di quel consigliere o dell’assessore di turno, provando a tenere unita una maggioranza a brandelli, incapace di dare risposte vere alle esigenze economiche e sociali della città”.
“Ed ora, il 30 aprile la funivia chiuderà; bisognerà trovare subito almeno 4 milioni per sostituire le funi e, poi, far partire lavori che si preannunciano lunghi e complicati. Il rischio è che andranno perse le prossime due stagioni invernali, almeno; intanto, la Regione bloccherà i finanziamenti a valere sul Tpl. Ciò significa che il Ctgs è destinato al default, con gravissime ripercussioni sulle lavoratrici e sui lavoratori, oltre che sugli operatori che hanno scommesso sul Gran Sasso. Un disastro annunciato”. Conclude la nota dem.
La nota del Comune dell’Aquila che riportiamo integralmente: “Il settore Avvocatura del Comune dell’Aquila rende noto che con la sentenza numero 155 odierna il TAR Abruzzo – L’Aquila ha rigettato il ricorso proposto dal Comune dell’Aquila per l’annullamento del provvedimento con cui l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie delle Infrastrutture Stradali e Autostradali ha limitato fino al 30 aprile 2024 l’esercizio della Funivia del Gran Sasso, con prescrizione della sostituzione delle quattro funi portanti”. La nota, non firmata da nessuno ma inviata per conto dell’Avvocatura, prosegue quindi così: “Se ne prende atto, pur ritenendo la piena sussistenza dei gravi vizi dell’atto impugnato e pur rilevando che tutti gli approfonditi controlli eseguiti sulla funivia – i più recenti sono stati conclusi nel corso di questa settimana – assicurano la piena sicurezza dell’impianto e la regolarità del suo esercizio. Il Comune si riserva di impugnare la sentenza.”
E’ lo scenario peggiore per il Gran Sasso. “Ci si è affidati alla speranza. Si è sperato nell’intervento esterno riparatore. Si è perso un tempo prezioso per programmare i necessari interventi risolutori” il commento della Cgil dell’Aquila. “Lo avevamo chiesto lo scorso 21 marzo in sede della Conferenza dei Capigruppo, avevamo sollecitato risorse, interventi e progettualità. Oggi il TAR dell’Aquila ha fatto risuonare la campanella, la ricreazione è finita. E’ ora necessario adoperarsi senza indugi e sensa tentennamenti per ricercare le necessarie risorse per rendere di nuovo operativa e funzionale la Funivia del Gran Sasso. E’ necessario adoperarsi per mettere in sicurezza i circa 50 lavoratori e lavoratrici a tempo indeterminato e stagionali, vittime incolpevoli della drammatica vicenda.”
La Cgil chiede “un tavolo di confronto con tutti i portatori di interesse”. “Noi ci poniamo a servizio della ricerca delle soluzioni necessarie. E’ urgente scongiurare la possibile perdita del bacino di traffico contribuito che, attraverso la partecipata, il Comune dell’Aquila eserciterà fino al prossimo 30 aprile. Non sarà sufficiente essere tempestivi, ma bisognerà peraltro tutelare un servizio essenziale, in una città che sconta già carenza di risorse adeguate e pubbliche a garanzia della mobilità collettiva. Bisogna vigilare affinché quelle necessarie risorse non vengano distratte altrove.”









