Beata Antonia e Porta Roiana, le rigenerazioni volute dai cittadini

di Alessio Ludovici | 09 Marzo 2022 @ 06:03 | ATTUALITA'
beata Antonia
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L’AQUILA – Continua l’iter per la riqualificazione dell’area di via Sallustio della Beata Antonia, intervento per il quale il Comune aveva chiesto, e ottenuto, fondi per la rigenerazione urbana del Pnrr. Con una determina di ieri il Comune ha affidato in tal senso anche la perizia geologica che segue gli affidamenti della progettazione preliminare, all’architetto Arianna Dari Salisburgo. L’idea nasce con l’abbattimento di un condominio incongruo che occludeva la visuale del retrostante chiostro dell’antico convento della Beata Antonia. Centinaia di cittadini, increduli, si sono fermati ad ammirare il nuovo scorcio di città chiedendosi, e chiedendo, ad amministratori e tecnici, se si potesse fare qualcosa per valorizzarlo. Qualcuno ha frainteso, o voluto fraintendere, le intenzioni dei cittadini, accusandoli di voler manomettere in qualche modo l’impianto storico del convento. Altri, come l’architetto D’Antonio sulle pagine di L’Aquila Blog, hanno aperto ad una ipotesi di valorizzazione purché non intacchi il senso del claustrum conventuale. Il Comune dell’Aquila ha affidato quindi all’architetto Salisburgo l’onere e l’onore di immaginare un modo per riconsegnare alla città un luogo vivibile devastato da un secolo di violenze urbanistiche.

L’Amministrazione intende non ricostruire l’edificio incongruo e riqualificare detta area con interventi nella parte antistante il chiostro, prevede un impianto di illuminazione che evidenzi la presenza degli elementi architettonici storici. Ma chiede anche la realizzazione di setti murari che ripropongono la chiusura. E’ nel gioco di scorci visivi, di elementi di arredo urbano e di aree destinate a verde pubblico che si spera di dare un senso ad un’arteria che un senso non lo ha più da decenni ormai. Non è ancora chiaro il rapporto tra il comune e la proprietà dell’edificio abbattuto, di proprietà delle suore Clarisse trasferitesi a fine anni ’90 fuori città.

Vittoria dei cittadini, dunque, che hanno imposto una discussione su un luogo pubblico. Un po’ come successo a Porta Roiana. Un altro luogo dimenticato. Lì fu un cittadino a proporre, e a verificare presso il comune, una riqualificazione, un itinerario che ricolleghi la Porta all’area alla valle e alle 99 cannelle. Sembrava l’idea folle di un solitario, invece oggi una parte di quel progetto è quasi realtà, i lavori sono in corso. Le idee non mancano e quando le classi dirigenti sanno ascoltare possono diventare realtà.


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