Romano (IV) sulla Beata Antonia: “Biondi sul giornale fa il suo dibattito cittadino”

di Redazione | 17 Gennaio 2022 @ 17:43 | POLITICA
Paolo Romano
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L’AQUILA – “Quello che più impressiona leggendo l’intervento del sindaco dell’Aquila sulle pagine del Messaggero circa il futuro del complesso monastico della Beata Antonia è che Biondi considera dei botta e risposta sulle pagine di un quotidiano alla stregua del “dibattito cittadino”.

Lo afferma Paolo Romano, Capogruppo Italia Viva (IV) di L’Aquila.

“Per quanto la vocazione del Messaggero a ospitare interventi su alcuni temi di attualità, come quello sull’assenza perdurante di uno scivolo per disabili nella basilica di Collemaggio, sia un servizio reso ai lettori per la costruzione di una coscienza politica collettiva, è sconvolgente pensare che un sindaco voglia trasformarlo in un luogo di approfondimento politico di ispirazione istituzionale – aggiunge Rlomano – . Deve essere chiaro che, al contrario, esso scaturisce proprio dall’assenza di un luogo di conoscenza e confronto collettivi, carenti persino all’interno dello stesso Consiglio comunale; questa volta la cornice conoscitiva è stata fornita dal futuro dei fondi del Pnrr, ma l’amministrazione in carica ha già dato larga prova di non voler condividere alcuna scelta sul tema: proprio nell’ultima seduta di Consiglio è stato infatti bocciato l’ordine del giorno a firma del consigliere Palumbo che impegnava a istruire un tavolo permanente di confronto sul Pnrr e l’unica volta che in seduta straordinaria si è dibattuto su questi fondi, il sindaco è risultato assente”.

Per Romano “L’altra mistificazione che opera Biondi è poi quella di “appropriarsi” dell’opportunità di esprimere il pensiero che hanno avuto Monsignor Antonini, l’architetto D’Antonio e il professor De Matteis (omettendo bambinescamente di citare l’architetto Placidi solo per repulsioni politiche) quando in coro hanno manifestato disapprovazione per l’idea progettuale in programma; viene da chiedersi a quale fonte di sapere si sia allora abbeverata l’amministrazione se l’opinione di illustri studiosi della storia della città è stata di fatto ignorata e per quale motivo si sia scelto di affidare uno studio di fattibilità tecnico economico invece di una progettazione esecutiva che avrebbe vincolato l’amministrazione a portare a termine l’opera in tempi certi. “Un brutto libro si può non leggere; una brutta musica si può non ascoltare; ma il brutto condominio che abbiamo di fronte a casa lo vediamo per forza”: Biondi cita Renzo Piano per spacciare le sue false propensioni al diradamento urbanistico e all’innovazione architettonica, ma al contempo sceglie di far fracicare l’opera che lo stesso archistar ha donato alla sua città; eppure sul futuro dell’auditorium a firma di Renzo Piano si è avuta davvero una larga attenzione cittadina con interrogazioni di stampo consiliare e una raccolta firme che chiedeva interventi di manutenzione urgente per scongiurare l’irreparabile oltre che per mettere un freno all’incuria”.

“Di fatto sono stati tutti inascoltati. Basterebbe questa citazione a spiegare l’immensa faccia di bronzo che ha il primo cittadino quando parla di dibattito cittadino e la propensione invece a calare dall’alto decisioni già infiocchettate – prosegue Romano -. È dopo aver scartato il pacchetto che in genere si trova la fregatura; solo quando finalmente sarà consegnato il progetto esecutivo del Ponte Belvedere, altra opera su cui questa amministrazione punta molto, conosceremo il suo vero volto. Per il momento si tratta di un’opera che sorgerà dove era, che sta vedendo solo adesso i sondaggi geologici dell’area e che non ha espresso nessuna riqualificazione concreta del tessuto abitativo sottostante, magari proprio con l’impiego delle risorse del fondo complementare del Pnrr e un vero progetto di rigenerazione urbana condiviso con la cittadinanza tramite lo strumento dell’Urban Center. Ma al sindaco non importa pianificare: preferisce investire tutte le sue risorse nella costruzione della nuova figura di padre generoso dalle spalle pesanti e dalla buona parola social per tutti”.

beata Antonia

L’Aquila, Monastero della Beata Antonia


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