Via Sallustio come non l’abbiamo mai vista. Le suggestioni degli aquilani

di Alessio Ludovici | 29 Maggio 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
via sallustio
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L’AQUILA – Come non l’abbiamo mai vista. Con l’abbattimento dell’edificio Ater su via Sallustio, o palazzo del benzinaio che dir si voglia, si è chiusa una stagione di abbattimenti che hanno creato non pochi disagi agli abitanti delle zone circostanti. E si è aperto uno scorcio, una visuale sulla città che quegli edifici “incongrui” che in tanti in questi giorni si fermano ad ammirare. 

Si era cominciato con l’abbattimento degli aggregati che circondavano la Beata Antonia, quelli alla curva che arriva a Fontesecco, poi con il grande edificio delle Ferrari nella parte alta di Via Sallustio, ora l’Ater. Un’area immensa, di edilizia per lo più non destinata ad uso residenziale. Un fatto che fa riflettere. Era già successo con la Beata Antonia, con la richiesta dell’opinione pubblica alle autorità competenti di valutare la possibilità di valorizzare quello scorcio di città.

Il Comune si è impegnato, grazie ad un finanziamento del Pnrr, ad una riqualificazione del vecchio chiostro “riscoperto” dagli abbattimenti. Non mancarono le polemiche. Il palazzo incongruo, secondo alcune riflessioni critiche, andava comunque a completare il claustrum del convento, un claustrum che non può rimanere aperto perché perderebbe la sua identità. Per i favorevoli, al contrario, l’occasione era proprizia proprio per recuperare la piena l’identità della Beata Antonia, immaginando una soluzione diversa dal palazzo per chiudere il chiostro. A lavorare sul progetto preliminare c’è uno studio di architettura, a cui è quindi è affidato l’arduo compito di sciogliere il nodo di una possibile riqualificazione. Ma in questi giorni i cittadini si chiedono se non sia il caso di approfittare anche degli atri abbattimenti a questo punto. Suggestioni che comunque pongono domande e questioni ai decisori politici e ai tecnici. Perché non lasciare lo spazio, riconvertendolo a verde dice qualcuno. Altri immaginano anche un parcheggio interrato. Vedremo se la politica saprà puntare gli occhi su questa arteria che a 13 anni dal sisma si offre come una pagina bianca da ridisegnare, una possibile occasione per integrare davvero spazi di contemporaneità all’interno della città vecchia. 


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