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Orsa Amarena, il 28 aprile nuova udienza ad Avezzano: un imputato, rischio prescrizione

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Processo per l’uccisione dell’orsa Amarena: sesta udienza ad Avezzano, rischio prescrizione per l'unico imputato, Andrea Leombruni

Martedì 28 aprile, alle ore 10, al Tribunale di Avezzano si terrà la sesta udienza del procedimento penale per l’uccisione dell’orsa Amarena, avvenuta il 1° settembre 2023 a San Benedetto dei Marsi. Unico imputato è Andrea Leombruni, l’uomo che sparò all’animale mentre si trovava nei pressi della propria abitazione insieme a due cuccioli.

Il procedimento

Il processo riparte dopo la decisione del giudice Francesca D’Orazio che, nell’udienza del 19 gennaio scorso, ha dichiarato la nullità degli atti processuali, disponendone la restituzione al pubblico ministero. In precedenza si erano svolte quattro udienze predibattimentali tra dicembre 2024 e settembre 2025.

La nuova udienza rappresenta il sesto appuntamento in aula.

Nel procedimento si costituiranno parte civile l’associazione Appennino Ecosistema e circa quaranta tra enti e associazioni. Le richieste riguardano l’applicazione delle norme sulla tutela penale dell’ambiente.

Appennino Ecosistema aderisce alla Global Alliance for the Rights of Nature, rete internazionale composta da esperti, associazioni e istituzioni impegnate nel riconoscimento dei diritti della natura. L’associazione si presenta come soggetto a tutela dell’orso bruno marsicano e dell’ecosistema appenninico.

L’associazione ha chiesto alle Procure della Repubblica di Avezzano e Sulmona di contestare reati più gravi rispetto a quello di uccisione di animali, tra cui i delitti contro l’ambiente introdotti nel codice penale nel 2015 in recepimento della normativa europea.

Tra questi, il reato di inquinamento ambientale prevede la reclusione da 2 a 6 anni e una multa tra 10.000 e 100.000 euro per chi provoca un deterioramento significativo di ecosistemi, biodiversità, flora o fauna.

È previsto un aumento di pena fino alla metà nei casi che riguardano specie protette, come l’orso bruno marsicano e il lupo appenninico.

Il rischio prescrizione

Secondo quanto evidenziato dall’associazione, i reati attualmente contestati all’imputato comporterebbero tempi di prescrizione più brevi. Il procedimento potrebbe estinguersi entro circa tre anni, prima della conclusione del processo.

L’eventuale contestazione dei reati ambientali determinerebbe termini di prescrizione più lunghi.

Il contesto normativo

Le norme sui delitti ambientali sono state introdotte nel 2015 a seguito del recepimento di una direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente. L’intervento legislativo è avvenuto anche dopo casi precedenti di uccisione di fauna protetta.

Nel 2022, la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi è stata inserita tra i principi fondamentali della Costituzione.

Il procedimento prosegue con la nuova udienza del 28 aprile. Il tribunale dovrà esaminare le posizioni delle parti e gli sviluppi dell’inchiesta, mentre resta aperta la questione della qualificazione dei reati contestati.