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Processo Amarena, si riparte a maggio: crescono le parti civili

Nuova udienza ad Avezzano per l’uccisione dell’orsa Amarena: la data del rinvio e la questione del Comune di San Benedetto dei Marsi

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È ripartito da zero al Tribunale di Avezzano il procedimento penale per l’uccisione dell’orsa Amarena, abbattuta il 31 agosto 2023 a San Benedetto dei Marsi. Un caso che, nel tempo, ha assunto un forte valore simbolico per la tutela della fauna selvatica in Abruzzo.

AVEZZANO – È ripartito da zero al Tribunale di Avezzano il procedimento penale per l’uccisione dell’orsa Amarena, abbattuta il 31 agosto 2023 a San Benedetto dei Marsi. Un caso che, nel tempo, ha assunto un forte valore simbolico per la tutela della fauna selvatica in Abruzzo.

L’udienza odierna, di carattere preliminare, è stata dedicata alla verifica delle costituzioni di parte civile, sensibilmente aumentate rispetto al primo tentativo di avvio del processo. Si contano infatti più di cinquanta soggetti tra enti, associazioni e altri portatori di interesse, a conferma della rilevanza pubblica della vicenda.

Nel corso della discussione, i legali dell’imputato, Andrea Leombruni, hanno richiesto un termine per esaminare la documentazione relativa alle nuove costituzioni. Il giudice ha accolto l’istanza, concedendo un rinvio breve: la prossima udienza è fissata per il 20 maggio alle ore 10.

Non sono emerse, allo stato, eccezioni formali rilevanti sull’ammissibilità delle parti civili, elemento che potrebbe favorire un rapido passaggio alla fase dibattimentale, sebbene in ambito giudiziario non si possano escludere ulteriori sviluppi.

Tra gli aspetti più rilevanti emersi, la mancata rinnovazione della costituzione di parte civile da parte del Comune di San Benedetto dei Marsi, luogo di residenza dell’imputato. Una scelta che ha suscitato osservazioni nel corso dell’udienza.

Il processo è stato più volte rallentato da motivi procedurali. Avviato inizialmente con udienza preliminare, il 23 dicembre 2024 gli atti furono rinviati alla Procura, perché il procedimento doveva partire con citazione diretta a giudizio (riforma Cartabia). Ripreso nel 2025 con udienze predibattimentali, ha subito un nuovo stop il 19 gennaio 2026 per un ulteriore vizio procedurale, con secondo rinvio al PM. Ora si è riaperta la terza ripartenza davanti al Tribunale di Avezzano, chiamato a decidere sull’ammissione di circa 50 parti civili e sull’avvio del processo, a quasi tre anni dai fatti.

L’imputato è chiamato a rispondere dell’uccisione dell’animale (art. 544-bis del Codice Penale), con l’aggravante della crudeltà, oltre ad altre contestazioni connesse all’uso dell’arma in luogo pubblico (art. 703). L’orsa, simbolo del territorio, fu colpita mentre si trovava nei pressi dell’abitazione dell’uomo, in presenza dei cuccioli.

Alla luce anche dei recenti episodi che hanno coinvolto la fauna nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il procedimento assume un valore che va oltre il singolo fatto, configurandosi come un passaggio significativo nel dibattito sulla conservazione della biodiversità e sulla sicurezza degli ecosistemi locali.

L’appuntamento è ora al 20 maggio, quando il tribunale tornerà a esaminare il caso per definire i prossimi sviluppi.