A distanza di alcuni giorni dal Consiglio comunale straordinario di Avezzano del 30 ottobre, il presidente provinciale di Azione torna sull’iniziativa, sottolineandone il valore politico e programmatico. Secondo il rappresentante del partito, l’incontro ha offerto un modello di confronto da valorizzare attraverso ulteriori approfondimenti nei territori comunali e delibere di adesione da parte degli organi assembleari.
Al centro della riflessione c’è il diritto a vivere nelle aree interne abruzzesi, affrontato con un approccio che punta a superare i tradizionali confini geografici e gli strumenti normativi attualmente disponibili. L’obiettivo è promuovere una progettazione condivisa tra i Comuni, capace di individuare esigenze comuni e sviluppare proposte strategiche replicabili.
Superare la frammentazione con una regia comune
Nel documento viene riconosciuto il valore innovativo della Strategia nazionale per le aree interne (SNAI), ma ne vengono evidenziati anche alcuni limiti, legati soprattutto alla frammentazione della progettualità e all’assenza di personalità giuridica dei soggetti utilizzatori.
Da qui la necessità, secondo Azione, di individuare una regia centrale dotata di personalità giuridica, in grado di rendere più efficace l’impiego delle risorse disponibili attraverso una programmazione condivisa.
La proposta è considerare le aree interne abruzzesi come un’entità territoriale omogenea, indipendente dalle perimetrazioni amministrative esistenti. Una sorta di “Quinta Provincia”, capace di mettere in rete i Comuni e di costruire una strategia comune per la programmazione e lo sviluppo.
Avezzano hub delle competenze digitali per le aree interne
In questo percorso si inserisce la candidatura di Avezzano come hub delle competenze digitali delle aree interne, indicata come primo esempio concreto del nuovo modello. Il presidente provinciale di Azione valuta positivamente il coinvolgimento trasversale delle forze politiche da parte del sindaco, che hanno espresso sostegno alla proposta.
La rivoluzione digitale viene individuata come uno strumento fondamentale per ridurre non soltanto le distanze fisiche e informative, ma anche quelle funzionali. Attraverso la banda ultralarga, e in particolare la dorsale pubblica regionale RAN, investimento infrastrutturale realizzato nell’ambito del PNRR, sarebbe possibile potenziare servizi come il telelavoro, la telemedicina e le prestazioni amministrative digitali.
L’obiettivo è rendere effettivo il diritto a rimanere nei propri territori, trasformandolo in una scelta di libertà e non in un’opzione residuale o penalizzante.
Dalle “Valli della tecnologia” alla consegna dei farmaci con i droni
A sostegno della proposta vengono richiamati anche due progetti considerati virtuosi, già in fase di sviluppo nel territorio marsicano e potenzialmente replicabili nelle altre aree interne abruzzesi.
Il primo è “Le Valli della tecnologia”, iniziativa che punta a valorizzare le opportunità offerte dall’innovazione digitale. Il secondo riguarda la sperimentazione della consegna dei farmaci nei territori più periferici attraverso l’utilizzo dei droni.
Si tratta di progetti che coinvolgono Regione, Telespazio, Asl, Comuni ed enti di ricerca e che, secondo il presidente provinciale di Azione, si inseriscono nello spirito innovativo del programma europeo U-ELCOME.
La prospettiva indicata è quella di mettere a sistema esperienze e competenze già presenti sul territorio, estendendone i benefici all’intero Abruzzo interno attraverso una programmazione condivisa.









