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MUSPAC L’Aquila: 41 anni di arte contemporanea e sperimentazione

MUSPAC L’Aquila: 41 anni di arte contemporanea e sperimentazione
Da oltre quarant’anni il MUSPAC – Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea rappresenta un presidio culturale fondamentale per la città dell’Aquila e per l’intero territorio abruzzese.

Da oltre quarant’anni il MUSPAC – Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea rappresenta un presidio culturale fondamentale per la città dell’Aquila e per l’intero territorio abruzzese. Nato nel 1993 come organo strumentale dell’Associazione Culturale Centro Multimediale “Quarto di Santa Giusta”, fondata nel 1984 da Enrico Sconci, il MU.SP.A.C. ha saputo coniugare ricerca artistica, sperimentazione interdisciplinare e funzione pubblica, diventando nel tempo un punto di riferimento stabile, soprattutto nel periodo successivo al sisma del 2009.

Concependo l’arte come esperienza globale, capace di attraversare linguaggi e discipline, il Museo ha promosso nel corso degli anni mostre, conferenze, performance, rassegne cinematografiche e musicali, coinvolgendo artisti, studiosi e intellettuali di primo piano. Tra le esperienze più significative si ricordano le ricerche demo-etnoantropologiche curate da Tito Spini e Giovanna Antongini con Diego Carpitella e Mario Cresci, le conferenze di Ferdinando Bologna, la performance di Fabio Mauri Che cos’è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca e la mostra Ad Usum Fabricae, a cura di Gianni Fileccia e Tullio Catalano.

Centrale è stata anche l’attenzione dedicata a Joseph Beuys, figura chiave dell’arte del secondo Novecento, la cui visione ha influenzato in modo profondo l’identità culturale del MUSPAC.

Dal monastero trecentesco al terremoto: continuità e resilienza

Nel 1995 il Museo trova sede nell’ex monastero di Santa Maria dei Raccomandati, rafforzando il dialogo tra arte, memoria e spiritualità e consolidando il legame con la storia culturale aquilana e con l’Accademia di Belle Arti. In questi spazi il MUSPAC ospita artisti e intellettuali come Sylvano Bussotti, Carmelo Bene, Enrico Castellani e Fabio Mauri, mantenendo vivo il confronto tra passato e contemporaneità.

Nonostante i frequenti spostamenti di sede, l’attività del Museo non si è mai interrotta. Emblematica è la mostra “Annuale d’Arte 2000 – Lo scandalo dello spirito”, allestita al Castello Cinquecentesco in occasione della Perdonanza Celestiniana, con la partecipazione di artisti come Joseph Kosuth, Luciano Fabro, Gilberto Zorio, Vettor Pisani, Nunzio e Luca Maria Patella. Molte opere entrano a far parte della collezione permanente, oggi composta da lavori di grandi protagonisti dell’arte contemporanea – da Beuys a Kounellis, da Merz a Pistoletto – accanto a esponenti delle nuove generazioni, anche abruzzesi.

Il terremoto del 6 aprile 2009 segna una ferita profonda: la sede di via Paganica diventa inagibile e numerose opere subiscono danni. La risposta del MUSPAC è però immediata e simbolica. Nel 2011 viene inaugurata una nuova sede in Piazza d’Arti, accompagnata dalla mostra “Le scosse dell’Arte”, che arricchisce ulteriormente la collezione grazie alla partecipazione solidale di numerosi artisti.

Il MUSPAC oggi e il progetto “Costruire Cultura” per il 2026

Negli anni successivi il MUSPAC continua a essere un punto di riferimento per una città ferita ma viva, promuovendo incontri con personalità come Achille Bonito Oliva, Erri De Luca e Luigi Ontani, collaborazioni con Accademia di Belle Arti, Università, Conservatorio, scuole e associazioni culturali, oltre a mostre, spettacoli e laboratori didattici. Tra le attività più recenti figurano gli incontri con Valerio Aprea, le mostre di Alì Assaf, Rosa Jijon, Navid Azimi Sajadi, auroraMeccanica, la collaborazione con Sala 1 Centro internazionale d’arte contemporanea, le conferenze di Raffaele Colapietra e gli spettacoli di Daniele Parisi.

In occasione de L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, il MUSPAC presenta il progetto “Costruire Cultura”, un ampio programma di mostre, laboratori, workshop, performance, spettacoli teatrali, conferenze, attività formative, iniziative editoriali e rassegne di video e film d’arte. Un progetto che intreccia memoria e contemporaneità e rafforza il ruolo dell’Aquila come luogo di produzione, riflessione e diffusione artistica a livello nazionale e internazionale.