L’AQUILA – Sabato 27 giugno 2026 alle 12.20m su Linea Verde Sentieri, è andata in onda la terza puntata dell’edizione dedicata ai Cammini della Rinascita, un itinerario televisivo che attraversa l’Appennino centrale per raccontare territori complessi e affascinanti, dove natura, spiritualità, storia e resilienza si intrecciano in modo profondo.
Questa nuova tappa del viaggio ha come protagonisti assoluti le grandi montagne dell’Abruzzo e alcuni scorci dell’Appennino laziale, in un percorso che si muove tra vette imponenti, altopiani, borghi sospesi nel tempo e aree protette di straordinaria bellezza. È un racconto che non si limita alla dimensione paesaggistica, ma che entra nelle comunità, nelle tradizioni e nei processi di rinascita dopo eventi sismici che hanno segnato profondamente questi territori.
Al centro della puntata ci sono due grandi itinerari escursionistici e culturali: il Cammino Naturale dei Parchi e il Cammino dei Monti e dei Santi.
Il primo si sviluppa come un lungo percorso che collega idealmente Roma con il cuore dell’Appennino abruzzese, attraversando aree montane, parchi naturali e paesaggi di alta quota fino alle zone del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Il secondo, invece, si configura come un itinerario più intimo e spirituale, che attraversa borghi, santuari e sentieri legati alla memoria religiosa e alla tradizione popolare.
Entrambi i cammini sono il filo conduttore della puntata, percorsi in parallelo da Giulia e Lino, offrendo al pubblico una lettura diversa dell’Appennino centrale: non solo come spazio geografico, ma come territorio vivo, attraversato da storie, fatiche, rinascite e nuove forme di turismo sostenibile.
Le telecamere di RAI attraversano i territori L’Aquila, Antrodoco, Accumoli, Campotosto, Capitignano e Pizzoli. A questi si aggiungono numerosi borghi e frazioni come Assergi, Collebrincioni, Arischia, Barete e San Pietro della Ienca, che rappresentano la dimensione più autentica dell’Appennino aquilano.
È un mosaico di comunità piccole ma fortemente radicate, dove la vita quotidiana è ancora legata ai ritmi della montagna, alla pastorizia, all’agricoltura e a un rapporto diretto con la natura.
Il racconto del sisma e la rinascita dei territori
Uno dei nuclei narrativi più forti della puntata è quello legato alla ricostruzione post-sisma. Il viaggio attraversa infatti alcune delle aree colpite dal terremoto del 2016, mostrando come progetti pubblici e iniziative locali stiano contribuendo alla rinascita economica, sociale e ambientale dei borghi.
In questo contesto si inserisce anche la collaborazione con il Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016, che ha sostenuto interventi e iniziative legate alla valorizzazione dei cammini e alla tutela del territorio. Il programma racconta come la ricostruzione non sia soltanto edilizia, ma anche culturale e identitaria: riguarda le comunità, la loro capacità di restare nei luoghi, di reinventarsi e di trasformare la fragilità in opportunità.
Tra le tappe più belle del percorso, c’è quella di Campotosto, dove il paesaggio è dominato dal grande lago artificiale, tra i più estesi dell’Appennino. Qui il racconto si concentra sul cambiamento del rapporto tra comunità locali e ambiente: da una iniziale diffidenza verso la trasformazione del territorio, fino a una progressiva integrazione del lago nella vita economica e sociale del paese. Qui Assunta Perilli è una figura simbolica del recupero delle tradizioni artigiane. Tessitrice e custode della memoria locale, racconta un percorso di riscoperta della lavorazione del lino e del telaio tradizionale. Il suo lavoro nasce quasi per caso, da archeologa ora scava nella memoria e nella sapienza degli anziani, a in una missione di conservazione delle tecniche antiche.
A Barete resiste da oltre tre secoli il mulino “Riolitto”, un luogo in cui il tempo sembra scorrere ancora al ritmo dell’acqua del piccolo rio che lo alimenta. Qui la macina in pietra continua a girare lenta e instancabile, impiegando quasi tre ore per trasformare un quintale e mezzo di grano, secondo gesti antichi che non hanno mai perso il loro senso.
A custodire questa memoria viva è Franco Cavalli, 83 anni, ultimo di una lunga dinastia di mugnai che lo precede di generazioni. Accanto a lui le nipoti Paola e Sofia, attente e già profondamente legate a questo mestiere, ne raccolgono l’eredità con affetto e orgoglio. Dal loro lavoro nascono farine, paste e dolci delle feste che portano con sé un sapore semplice e autentico, capace di raccontare un tempo che continua a resistere.
Il viaggio si spinge poi fino ai piedi del Gran Sasso, in particolare a San Pietro della Ienca, luogo profondamente legato alla memoria di Giovanni Paolo II. Qui il paesaggio si intreccia con la dimensione spirituale, trasformando il cammino in un’esperienza di riflessione e silenzio. E anche con la dimensione pastorale: Angelo Spagnoli, detto “Sterpone”, storico allevatore di Camarda, incarna la pastorizia tradizionale dell’Appennino, fatta di fatica quotidiana, pascoli impervi e un legame profondo e quasi viscerale con la terra. La sua è una vita scandita dai ritmi della montagna, ma anche dalla continuità familiare, visto che il nipote 19enne – anche lui si chiama Angelo – sta portando avanti con soddisfazione questo mestiere antico. Nei suoi ricordi si intrecciano orgoglio e stupore, come l’incontro con Giovanni Paolo II che apprezzò il suo formaggio, gesto semplice ma indelebile, simbolo di un lavoro umile.
Dove rivedere la puntata
“Cammini della Rinascita” nasce con una chiara intenzione: promuovere un turismo lento, consapevole e rispettoso dei territori. Non si tratta solo di attraversare luoghi, ma di abitarli temporaneamente, ascoltarli e comprenderne le fragilità e le potenzialità.
I cammini diventano così strumenti di sviluppo sostenibile, capaci di connettere piccoli borghi, valorizzare economie locali e offrire nuove prospettive alle aree interne dell’Appennino centrale.
La puntata è prodotta da RAI ed è già disponibile anche su RaiPlay per chi non ha potuto seguirla in diretta.









