L’AQUILA – Cala il sipario sul Prix Italia all’Aquila. Nel piazzale dell’Auditorium del Parco la serata conclusiva della 78ª edizione della storica rassegna internazionale organizzata dalla Rai, con la cerimonia di premiazione davanti a un pubblico numeroso e il saluto alla città che per cinque giorni ha ospitato programmi, dirette, incontri e produzioni.
A conquistare il riconoscimento più prestigioso è stato “M – Il figlio del secolo” di Sky Italia, al quale è andato il Premio Speciale in Onore del Presidente della Repubblica.
Successo italiano anche per la Rai: “Techegram“, il progetto della Direzione Contenuti digitali e Transmediali e di Rai Teche con Fabrizio Biggio, si è imposto nella sezione Digital Multimedia.
“M”, la serie Sky, diretta da Joe Wright e tratta dall’omonimo romanzo di Antonio Scurati, racconta l’ascesa di Benito Mussolini e la nascita del fascismo, con Luca Marinelli nei panni del futuro Duce. Un racconto che ripercorre gli anni che conducono dalla fondazione dei Fasci di combattimento alla progressiva conquista del potere.
Tra gli altri premi troviamo un palmarès fortemente internazionale. Nella sezione Tv, “The Man Who Carried the Voices of August” della giapponese NHK ha vinto tra i Tv Drama, “The Song of Threes” della sudcoreana NACB tra i Tv Documentary, mentre “I Want It All – Hildegard Knef” della tedesca ARD si è aggiudicato il premio per le Tv Performing Arts.
Nella Radio, il premio Documentary è andato alla svedese Sveriges Radio con “You Used to Be My Mum”, racconto di una storia familiare segnata dall’Alzheimer; l’austriaca ORF ha conquistato la Radio Music con “PRINCE – FunkyPurpleAssociations”, mentre la finlandese Yle si è imposta nel Radio Drama con “Milkmaid”, dedicato al tema della violenza sugli animali.
La Francia ha fatto la parte del leone nel Digital: “Deadly Influence: The Hidden Side of TikTok” di France Télévisions ha vinto il Digital Factual, mentre “Wednesdays” di Arte France, dedicato al tema degli abusi sessuali attraverso il linguaggio di un videogioco, ha conquistato il Digital Innovation e anche il Premio Speciale YLab Award. Tra i premi speciali, una menzione è andata inoltre al Tv Drama francese “Laura’s Treatments”, sul tema del femminicidio, mentre il Premio Speciale Signis è stato assegnato alla sudcoreana KBS per “Seong Mul/The Holy Elements”.
A consegnare i riconoscimenti sono stati anche rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale aquilano. Sul palco, tra gli altri, Fabrizio Marinelli per la Fondazione Carispaq ed Eliseo Iannini, vicepresidente del Teatro Stabile d’Abruzzo, Piercesare Stagni per l’Abruzzo Film Commission, Emanuele Imprudente per la Regione Abruzzo, chiamati a premiare alcuni dei protagonisti della serata.
Ma il bilancio del Prix Italia va oltre i premi. Per cinque giorni L’Aquila è diventata una grande vetrina nazionale, con la Rai che ha trasferito in città parte della propria programmazione, accendendo telecamere e microfoni sui luoghi e soprattutto sulle realtà del territorio.
Un’occasione della quale hanno potuto beneficiare il mondo del rugby aquilano, il Munda, le istituzione culturali e scientifiche, gli Sbandieratori, l’Abruzzo Film Commission e i Laboratori nazionali del Gran Sasso, insieme alle numerose associazioni e realtà culturali, civiche, sociali e artistiche coinvolte nelle trasmissioni e negli appuntamenti di questi giorni.
Una presenza particolarmente significativa nell’anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026: il Prix non è stato soltanto una manifestazione internazionale ospitata dalla città, ma cinque giorni nei quali una parte dell’Aquila e dell’Abruzzo è entrata direttamente nella programmazione del servizio pubblico.








