L’AQUILA – La lingua italiana come strumento di creatività, dialogo, cura e inclusione. È stato questo il filo conduttore della tavola rotonda “L’amica geniale, gentile, creativa: la lingua italiana”, secondo appuntamento della Comunità Radiotelevisiva Italofona a L’Aquila in occasione del Prix Italia 2026.
L’incontro, ospitato dalla Fondazione Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila e moderato da Cristina Faloci, autrice e produttrice di Rai Radio3 per il programma La Lingua Batte, è stato ispirato al tema della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e in programma dal 19 al 25 ottobre 2026: “Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano”.
Ad aprire i lavori è stata la segretaria generale della Comunità Radiotelevisiva Italofona, Maria du Bessé, che ha presentato gli ospiti della mattinata.
Dalla gentilezza alla creatività: le parole come strumento di relazione
Tra i relatori Annalisa Nesi, già ordinaria di Linguistica italiana all’Università di Siena e componente del consiglio direttivo dell’Accademia della Crusca, dove dirige il progetto La lingua del mare. Insieme a Raffaella Setti, Nesi ha curato il volume dedicato alla Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, Lingua gentile, lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano.
Nel suo intervento ha illustrato i contenuti dell’opera, sviluppata attorno ai concetti di gentilezza, genialità e creatività linguistica, con approfondimenti dedicati anche a singole parole e a concetti particolarmente significativi.
A seguire è intervenuto Edoardo Bellafiore, docente di Strategie di marketing e Galateo digitale presso l’Università LUMSA di Roma e autore, insieme a Patrizia Bertini Malgarini, di uno dei saggi contenuti nel volume dell’Accademia della Crusca.
Bellafiore ha presentato il Manifesto della gentilezza, elaborato insieme alle studentesse e agli studenti dei suoi corsi e adottato ufficialmente dall’ateneo nel novembre 2024, in occasione della Giornata Mondiale della Gentilezza del 13 novembre.
Il suo intervento ha ripercorso le radici culturali dell’idea di “animo gentile”, dagli autori dello Stilnovo fino a Dante Alighieri, soffermandosi sul valore dell’empatia e sul ruolo del galateo digitale in una comunicazione sempre più mediata dalla tecnologia.
Cura, disabilità e inclusione: il ruolo della lingua nella società
Tra i temi centrali emersi nel volume presentato da Nesi c’è anche quello della cura, affrontato nel corso dell’incontro da Andrea Satta, pediatra, musicista e fondatore dei Tête de Bois. Autore di numerosi libri e da anni impegnato nell’attivismo per i diritti delle persone migranti, Satta ha raccontato la propria esperienza professionale, sottolineando l’importanza del gioco nel rapporto con i bambini e il valore dell’ascolto e dell’empatia nelle relazioni umane e nella pratica medica quotidiana.
Il tema della cura e della relazione è stato ripreso da Paola Severini Melograni, giornalista, scrittrice e autrice televisiva, nota per il programma di Rai 3 O Anche No, dedicato ai temi dell’inclusione e dei diritti delle persone con disabilità.
Melograni ha ricordato i cambiamenti intervenuti negli ultimi anni nel modo di raccontare la disabilità nei media e nell’opinione pubblica, anche grazie alla maggiore visibilità assicurata da eventi internazionali come le Paralimpiadi. Pur richiamando il quadro legislativo italiano, ha evidenziato alcune criticità ancora presenti, in particolare rispetto alle risorse destinate al settore e al sostegno delle figure dei caregiver, o “curacari”, nella definizione italiana proposta durante l’incontro.
A chiudere gli interventi è stata Carla Bagna, docente di Didattica delle Lingue Moderne presso l’Università per Stranieri di Siena e direttrice del Centro Linguistico CLUSS. Al centro della sua riflessione l’insegnamento dell’italiano agli stranieri e le sfide poste da una società sempre più multiculturale.
Bagna ha espresso preoccupazione per alcune scelte politiche che, a suo avviso, rischiano di non favorire adeguatamente l’inclusione dei bambini stranieri nelle scuole italiane. Ha inoltre illustrato diversi esempi della presenza dell’italiano nel mondo attraverso scritte, murales e altre manifestazioni linguistiche osservabili nello spazio pubblico.
Dal confronto è emersa una pluralità di prospettive sul ruolo della lingua italiana nella società contemporanea. Le riflessioni dei relatori hanno messo in evidenza come le parole possano diventare strumenti di ascolto, cura, inclusione, creatività e partecipazione civile, confermando l’italiano come patrimonio culturale vivo e come mezzo per comprendere il presente e costruire relazioni fondate sul dialogo.
In chiusura, Cristina Faloci ha ringraziato i partecipanti e, in particolare, Maria du Bessé, ricordandone il lavoro “gentile, geniale, creativo” svolto nel corso degli otto anni di servizio come segretaria generale della Comunità Radiotelevisiva Italofona.








