L’AQUILA – La tecnologia cambia i linguaggi, moltiplica le possibilità e pone nuove sfide alla comunicazione, ma al centro deve restare l’uomo. Si è aperta con questo messaggio all’Auditorium del Parco la 78ª edizione del Prix Italia, lo storico concorso internazionale organizzato dalla Rai che per la prima volta approda all’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026. Cinque giorni, fino al 2 ottobre, nei quali il centro storico diventerà uno dei luoghi del confronto internazionale su televisione, radio, podcast e digitale, con anteprime, incontri, spettacoli e le produzioni in concorso.
A sintetizzare il senso del claim scelto quest’anno, “Play Human”, è stato l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi. “In 78 anni la Rai ha attraversato i cambiamenti sociali provando a costruire nuovi linguaggi attraverso l’innovazione tecnologica. La tecnologia è una grande sfida, ma è fondamentale conservare il valore dell’umano e la Rai vuole contribuire a farlo”, ha detto durante la cerimonia inaugurale.
Un tema tradotto anche nella performance che ha aperto la serata, curata dal direttore di Rai Creativa Pierluigi Colantoni con l’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese diretta dal maestro Massimo Ceccarelli: persino le suonerie e i continui stimoli dei telefoni sono diventati materia musicale per raccontare il rapporto quotidiano, spesso invasivo, con la tecnologia.
“Arrivando all’Aquila ci è venuto in mente di metterci in gioco, coinvolgendo il pubblico all’interno dei prodotti Rai”, ha spiegato la segretaria generale del Prix Italia Chiara Longo Bifano. Ed è proprio la città, quest’anno, a diventare parte del Festival: non soltanto sede degli appuntamenti, ma scenario di una manifestazione che porterà per cinque giorni nel centro storico autori, registi, giornalisti, artisti e delegazioni internazionali. Il Prix riunisce infatti oltre cento organismi radiotelevisivi provenienti da circa 90 Paesi.
Per il sindaco Pierluigi Biondi l’arrivo del Prix rappresenta “uno dei momenti più significativi dell’anno di Capitale italiana della Cultura” e soprattutto una vetrina attraverso la quale cambiare il racconto dell’Aquila fuori dai suoi confini.
“Per troppo tempo la città è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso la tragedia del terremoto e le immagini delle macerie. Oggi abbiamo la possibilità di mostrare al mondo un’altra realtà: una città viva, contemporanea, aperta, capace di produrre cultura, ricerca e innovazione e di confrontarsi alla pari con le grandi realtà europee”, ha sottolineato Biondi.
Una sfida che, secondo il presidente della Regione Marco Marsilio, non può però esaurirsi nei cinque giorni della manifestazione. “I grandi eventi come il Prix non devono essere episodi, ma un momento condiviso all’interno di un percorso”, ha affermato, indicando come obiettivo quello di lasciare infrastrutture e basi culturali capaci di sopravvivere agli eventi stessi.
La cerimonia ha offerto anche una notizia particolarmente attesa in città. Il direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo Giorgio Pasotti ha annunciato che la riapertura del Teatro Comunale è prevista entro la fine dell’anno, dunque ancora nell’anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura. Per l’occasione, ha anticipato, ci sarà “una festa con una grande sorpresa e tanta musica che all’Aquila manca da tempo”. L’obiettivo, ha aggiunto Pasotti, è riportare il teatro ai livelli raggiunti prima del sisma.
Tra gli ospiti della prima giornata anche Eleonora Abbagnato, che ha portato nel dibattito il punto di vista della danza e una riflessione critica sul rapporto tra giovani e social network. “Sono molto disturbata dai social perché distraggono e ci si concentra su se stessi, invece di guardare gli altri”, ha osservato la direttrice del Corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma.
A presiedere l’edizione 2026 è invece Corey Baker, regista e coreografo neozelandese già vincitore del Prix Italia nel 2021. “È un onore essere presidente del Prix Italia in un anno dedicato alle arti performative”, ha dichiarato Baker, invitando le emittenti a dare spazio anche alle idee più imprevedibili e sperimentali dei creativi.
Il Prix Italia resterà all’Aquila fino a venerdì 2 ottobre. In programma anteprime Rai, incontri con autori e professionisti, appuntamenti dedicati all’intelligenza artificiale e alla disinformazione, iniziative rivolte agli studenti, dirette radiofoniche e televisive e gli eventi del concorso internazionale, fino alla cerimonia conclusiva di premiazione.









