L’AQUILA – Collemaggio, il palco della discordia – “Ecco cosa vede oggi un turista uscendo dal portale principale della Basilica di Collemaggio!”, scrive Paolo Baglioni sul suo profilo Facebook, mostrando il retropalco montato per la Perdonanza, immortalato dall’interno della Basilica.
Tra i vari commenti di disappunto, spicca quello controcorrente dell’arch. Dino Di Vincenzo, ex dipendente della soprintendenza dell’Aquila che scrive: “A me pare esagerato il baccano attorno al palco, pur molto vicino alla facciata. In fin dei conti si tratta di 15/20 giorni di limitazione della vista della facciata. Forse anche meno, se teniamo conto che quando inizierà la Perdonanza il tetto del palco con il graticcio sarà sollevato e consentirà la vista.
Per lavori di manutenzione, a volte, la facciata è rimasta oscurata per mesi e anni, senza che nessuno abbia mai osato dire nulla! Il beneficio che ne deriva ora è, invece, incommensurabile, a mio avviso. I concerti e le manifestazioni che lì si terranno, avranno il privilegio di avere una quinta (la facciata della basilica, appunto) tra le più suggestive che si vedono in giro. Che fa il paio con la bellezza scenografica della scalinata di S. Bernardino, donandoci scenografie che fanno il giro del mondo!”
Stessa posizione quella dello storico del cinema Piercesare Stagni che ha citato, in un post poi rimosso, una serie di esempi italiani in cui, per motivi legati a manifestazioni pubbliche, vengono allestiti palchi enormi a distanza ravvicinata dai monumenti.
“Ebbene sì – ha poi aggiunto Stagni in un nuovo commento – il mio post provocatorio di ieri sera con foto di facciate di monumenti coperti ovunque da mega palchi è pienamente riuscito nello scopo: farvi passare dalle lamentele istintive ad un livello di riflessione più strutturato… Abbiamo bisogno di confronto sano, anche acceso ma che sia sempre costruttivo e non distruttivo, siamo tutti cittadini ma a volte solo potenziali… Torniamo ad esserlo, anche sulle piazze virtuali! Troppa acredine strumentale, da più parti vedo malafede. La città è nostra e anche se non ce ne accorgiamo la viviamo sempre, anche se la nostra vita è cambiata da una notte maledetta, anche se nella quotidianità le decisioni le prendono altri”.
“La nostra vita è cambiata- commenta Max Mangione – dici giustamente, ma non abbiamo imparato nulla… Dovesse esserci una scossa proprio durante il clou della “festa” religiosa, dove dovrebbe defluire la folla? E come mai non potrà farlo?”.
“La SICUREZZA!” incalza l’ex sindaco Massimo Cialente, mentre lo storico, prof. Walter Cavalieri, scrive: “Dalle linee-guida del Comitato Scientifico del 2018: “Circoscrivere l’area di Collemaggio/Parco del Sole e il triduo 27-29 agosto alla sola festa religiosa e alla sua ritrovata cornice storica.”
La polemica incalza sui social e non accenna a diminuire. La preoccupazione non riguarda solo l’oscuramento della facciata che, comunque, una volta issata la parte superiore del palco farà da sfondo allo stesso, quanto la sicurezza in caso di una scossa, dal momento che la struttura è a ridosso della Basilica e lascia uno spazio ridottissimo incapace di contenere tante persone.
Preoccupazione espressa anche per le modalità di accesso alla Basilica per partecipare alla funzione religiosa, considerato l’affluire dei fedeli: “Faranno entrare la gente in Chiesa per la Santa Messa? Oppure ci sarà un limite per le vie di fuga?”, chiede il Sig. Mortari.
Nella piazza virtuale di Facebook, insomma, rimbalzano le fazioni dei pro e dei contro animando, come ogni anno, le calde giornate d’agosto che precedono la Perdonanza.
E già qualcuno scrive che sul ‘palco della discordia’ si sia detto abbastanza, pure troppo!









