L’Aquila, il fascino del teatro Nō nella mostra “Immaginare l’invisibile”

La mostra è dedicata al teatro Nō e raccoglie circa cento fotografie realizzate da Fioravanti nell’arco di oltre trent’anni di lavoro e viaggi in Giappone

Si è aperta oggi a L'Aquila, alla presenza dell’ambasciatrice del Giappone in Italia, la mostra “Immaginare l’invisibile” di Fabio Massimo Fioravanti, primo appuntamento del programma culturale “七転び八起き Nanakorobi Yaoki – Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava”, promosso dalla Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre nell’ambito di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.

L’AQUILA – Si è aperta oggi a L’Aquila, alla presenza dell’ambasciatrice del Giappone in Italia, la mostra “Immaginare l’invisibile” di Fabio Massimo Fioravanti, primo appuntamento del programma culturale “七転び八起き Nanakorobi Yaoki – Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava”, promosso dalla Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre nell’ambito di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.

L’inaugurazione si è svolta negli spazi di Palazzo Cappa Cappelli, sede della Fondazione, alla presenza di rappresentanti istituzionali, studiosi e ospiti internazionali. Per il Comune dell’Aquila era presente il vicesindaco Raffaele Daniele, intervenuto in rappresentanza dell’amministrazione comunale.

La mostra è dedicata al teatro Nō e raccoglie circa cento fotografie realizzate da Fioravanti nell’arco di oltre trent’anni di lavoro e viaggi in Giappone. Gli scatti raccontano spettacoli teatrali, backstage, esercizi degli attori, rituali e momenti legati alla costruzione delle tradizionali maschere nō.

Accanto alle fotografie sono esposte anche quaranta ukiyo-e di Tsukioka Kogyo, presentate per la prima volta in Italia, oltre a maschere, costumi e ventagli realizzati dall’artista giapponese Keiko Udaka.

Il progetto, patrocinato dall’Ambasciata del Giappone in Italia e dall’Istituto Giapponese di Cultura, punta a rafforzare il dialogo culturale tra L’Aquila e il Giappone attraverso una delle più antiche forme teatrali della tradizione nipponica, riconosciuta patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco.

Nel corso della serata inaugurale si è svolta anche una shimai, breve danza tradizionale del teatro nō, interpretata da Monique Arnaud nel cortile della Fondazione.

“Nanakorobi Yaoki – Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava” accompagnerà per tutto l’anno il programma culturale della Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre all’interno del percorso verso L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, con incontri, performance, concerti e approfondimenti dedicati al rapporto tra arte, memoria e resilienza.