L’AQUILA – Edito da Textus nel 2022 un volume, a cura delle docenti Univaq Carla Bartolomucci e Simonetta Cironna , accompagna il lettore in un viaggio nella storia del Cimitero monumentale dell’Aquila.
Infrastrutture urbane nate tra diociottesimo e diciannovesimo secolo per motivi igienico – sanitari, i cimiteri moderni, la cui data di nascita è riconducibile all’editto di Saint-Cloud di Napoleone che viene esteso all’Italia il 5 settembre 1806, sono la testimonianza, spiegano le autrici, di un complesso dedalo di vicende storiche, architettoniche, urbanistiche e culturali, tuttora in divenire.
Veri “Giardini di pietre” – questo il titolo dell’opera – che testimoniano “il variare del gusto nelle epoche, così come il prevalere di una memoria comunitaria o di quella individuale”. Ad ogni modo “uno speciale spazio di quiete che invita a riflettere sul significato del luogo”. Un sito, quello aquilano, complesso e contraddistinto anche da elementi di notevole pregio. In ogni caso rappresentativo della “narrazione di vissuti individuali, appartenenze sociali, valori civili condivisi e di partecipazione ai traumi della storia nazionale e locale”.
Sicuramente un luogo meritevole di più attenzione, cura, restauro e tutela della parte monumentale che, ammoniscono, senza vincoli di conservazione potremmo inesorabilmente perdere. Ma c’è anche necessità di ricostruzione che, in troppi casi, è ancora indietro.
LE ORIGNI DEL CIMITERO MONUMENTALE DELL’AQUILA
Siamo tra secondo e terzo decennio del XIX secolo. Anche L’Aquila è alle prese con gli effetti dell’editto Napoleonico che obbliga a trovare per i defunti un luogo al di fuori dalle mura urbiche. Il luogo individuato è “sul colle a ridosso del complesso religioso di Santa Maria del Soccorso”. Nel Regno delle Due Sicilie, in particolare, è una legge di Ferdinando di Borbone del 1817 a vietare le sepolture in città. Vanno fatte fuori ad almeno un quarto di miglio dalla città e in posizione tale che i venti portino le esalazioni in direzione opposta. All’Aquila però passeranno decenni prima della realizzazione del cimitero ma la scelta del sito è di quello stesso 1817 spiegano le due ricercatrici.
Una prima commissione individua tre siti adatti: il Torrione, l’area tra il Torrione e Santa Maria del Soccorso, e la vallata dietro Santa Maria del Soccorso. Il Comune scelse quest’ultima ipotesi. Il primo progetto è del 1818 e nello stesso anno cominciano i lavori di una prima recinzione ma al camposanto le sepolture cominciano già l’anno prima a causa di una epidemia di tifo. Poco dopo vi verranno sepolti i militari austriaci della prima battaglia risorgimentale, quella di Antrodoco del 1821. Ma sono casi isolati.
Per lunghi anni a venire le sepolture continuano all’interno della città in attesa del completamento del cimitero, la cui realizzazione fu anche boicottata dall’allora vescovo così come da parte della città. Per un nuovo tentativo bisogna attendere il 1839, arrivano un nuovo progetto e un manifesto dell’allora sindaco Gian Lorenzo Centi che ordina la fine di tutte le sepolture all’interno della città, ad eccezione – e solo in attesa della fine dei lavori – di alcune chiese intramoenia. A fine anno i lavori del cimiteri vengono appaltati ma tutto si riblocca per le resistenze di autorità civili ed ecclesiastiche.
E’ solo per input di Giuseppe Garibaldi e poi con l’Unità d’Italia che finalmente comincia la costruzione vera e propria del cimitero che dagli anni ’70 dell’800 comincia a funzionare ordinariamente e attira le prime cappelle gentilizie. Il Comune si attrezza, acquista i carri e nasce un vero e proprio servizio funebre.
ESPANSIONE ED AMPLIAMENTI
Ci sarebbe tanto da fare per creare percorsi e far capire al cittadino il senso del cimitero comunale. Il volume di Bartolomucci e Ciranna aiuta idealmente in questo senso. Dal nucleo originale del convento degli olivetani, e dell’omonima piazza subito dopo l’ingresso principale del cimitero, la prima zona di espansione del cimitero è quella sottostante. Seguono via via guardando verso est gli ampliamenti intercorsi nei decenni fino a quelli più recenti dai quali si accede anche dal versante Gignano – Torretta. Il cimitero è cresciuto – la sua dimensione è raddoppiata in un secolo e poco più – nel tempo senza una vera idea complessiva, così come la tutela delle tombe e cappelle storiche è rimessa al buon senso dei proprietari più che a un piano di tutela.
STORIE CHE MERITEREBBERO UNA VALORIZZAZIONE
Non ci sono percorsi, se non quelli organizzati da alcune pionieristiche guide, per fare una visita alle donne e agli uomini, i più prestigiosi o più umili che pure rappresentano pezzi e curiosità della nostra storia. Dal violino scolpito nella tomba di Francesco Santavicca alla tomba di Francesca Chiodi, tra le prime vittime, nel 1911, di femminicidio.
C’è Karl Heinrich Ulrichs, pioniere del movimento omosessuale. Francesca Chiodi dicevamo, stiratrice e poi famosa artista, alias Paolina Giorgi, indimenticata protagonista della belle époque aquilana e italiana, simbolo di emancipazione femminile. La nostra Edith Piaf se vogliamo. In mezzo tanti altri protagonisti della nostra storia, civile come nel caso di Pietro Marrelli o del partigiano slavo Panto Cemovic, o culturale come nel caso di Fulvio Muzi. Che dire di Ondina Valla, prima medaglia d’oro femminile italiana alle olimpiadi. O ancora di Pino Zac, morto nel 1985 e sepolto nel nostro cimitero, dopo gli ultimi anni di vita a Fontecchio, tra i più celebri fumettisti italiani e storico direttore de Il Male, la più importante rivista satirica del paese per tanti anni.
A far da sfondo a tante storie, gli importanti edifici monumentali, a cominciare dalla stessa chiesa di Santa Maria del Soccorso con la storia degli olivetani, e l’ossario razionalista, la camera mortuaria, la cappella dell’Addolorata e l’edicola funeraria di San Giuseppe dei Minimi 1887, il memoriale dei IX martiri. Anche i grandi cipressi, alcuni dei quali del nucleo originale, un’attenzione al verde, poi dimenticata in molte espansioni del novecento, che rende il nostro cimitero un luogo davvero speciale. 




















