L’AQUILA – Dal Piano Quadro Tratturi agli interventi nei cimiteri di Genzano di Sassa e Bagno, fino al confronto sulla compartecipazione ai servizi sociali. È stata una seduta dedicata soprattutto a urbanistica e servizi quella del Consiglio comunale dell’Aquila, chiamato a esaminare diversi provvedimenti rimasti all’ordine del giorno.
Tra gli atti più rilevanti c’è l’approvazione definitiva del Piano Quadro Tratturi, lo strumento urbanistico che disciplina il tratto del Tratturo Magno L’Aquila-Foggia compreso nel territorio comunale: circa otto chilometri e 80 ettari che attraversano Sant’Elia, Bazzano, Paganica, Onna e San Gregorio. Il Piano era stato adottato dal Consiglio nel giugno 2025 e sottoposto alla successiva fase di deposito e osservazioni.
“Finalmente ci siamo. Con il voto di oggi raggiungiamo il traguardo dell’approvazione definitiva di uno strumento atteso da decenni”, commenta l’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis. Il vincolo sui tratturi abruzzesi risale infatti al 1983 e il nuovo strumento punta ora a fornire regole più definite sia per gli immobili e le aree già trasformate sia per le porzioni che hanno conservato le caratteristiche originarie del tracciato.
Il Piano, elaborato in collaborazione con l’Università dell’Aquila, distingue le aree già interessate da edificazioni precedenti al 1983, nelle quali continuano ad applicarsi le ordinarie disposizioni urbanistiche, da quelle ancora riconoscibili come tratturo, dove gli interventi dovranno risultare compatibili con la conservazione del tracciato. Resta fermo, nei casi previsti dalla normativa, il ruolo della Soprintendenza.
“Dopo decenni – sottolinea De Santis – oggi il Tratturo Magno ha un quadro urbanistico definito e un confine certo. Ora possiamo guardare al passo successivo: valorizzarlo e restituirlo alla sua funzione di percorso, facendone una risorsa per il turismo lento, per la memoria storica e per le comunità che attraversa”.
Via libera anche a due provvedimenti relativi ai cimiteri delle frazioni. A Bagno la variante consente, secondo quanto riferisce il capogruppo di L’Aquila Protagonista Alessandro Maccarone, di perfezionare la conformità urbanistica e regolarizzare le aree degli ampliamenti già realizzati per 140 loculi e 70 nicchie ossario, per un investimento complessivo di 465mila euro.
A Genzano di Sassa diventa invece efficace la variante urbanistica relativa alla costruzione del nuovo loculario, il cui progetto era già passato in Consiglio nel luglio 2025. L’intervento prevede circa 250 nuovi posti.
“Abbiamo dato risposte attese da anni a due comunità del nostro territorio”, afferma Maccarone, che richiama la necessità di seguire ora le successive fasi degli interventi.
Sul caso di Genzano interviene anche la consigliera di Fratelli d’Italia Katia Persichetti, secondo cui il voto consente di superare il principale passaggio burocratico e di procedere verso l’aggiudicazione della gara e l’avvio dei lavori. Nel frattempo, riferisce Persichetti, è stata firmata un’ordinanza per procedere alle estumulazioni e alle esumazioni ordinarie delle salme che hanno superato i tempi di sepoltura previsti, così da recuperare spazi disponibili in attesa del nuovo loculario. Contestualmente sono previsti interventi per limitare i danni provocati dal maltempo alle tombe a terra.
L’obiettivo della soluzione transitoria, spiega la consigliera, è consentire ai cittadini di continuare a essere sepolti nel cimitero di Genzano senza dover ricorrere, durante l’attesa per la realizzazione dei nuovi posti, al vicino cimitero di Poggio Santa Maria.
In aula si è discusso anche della compartecipazione ai costi dei servizi sociali. Il Consiglio ha respinto un ordine del giorno presentato dall’opposizione. I capigruppo di centrodestra Leonardo Scimia, Alessandro Maccarone, Daniela Bontempo, Gianluca Marinelli, Gloria Nardecchia e Fabio Frullo respingono le critiche e sostengono che oltre l’80% dei servizi continuerà a essere gratuito, mentre per quelli soggetti a compartecipazione sarebbe previsto un tetto massimo del 30%, con particolare attenzione alle fasce con Isee più basso.
“La sinistra prova a trasformare una questione delicata e concreta in un terreno di contrapposizione politica”, affermano i capigruppo, rivendicando anche il confronto portato avanti dall’assessore alle Politiche sociali Manuela Tursini con le associazioni delle persone con disabilità.
Per la maggioranza il voto mette dunque un punto fermo sull’ordine del giorno, mentre il confronto sulla compartecipazione proseguirà nelle sedi competenti. “Le famiglie non hanno bisogno di slogan – concludono i capigruppo – ma di risposte concrete, sostenibili e coerenti con le regole e con le risorse disponibili”.









