Checkmate! La guerra e gli scacchi

di Enrico M. Rosati | 11 Marzo 2022 @ 06:00 | CHECKMATE
La guerra
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La guerra è un fallimento umano su ogni fronte, una tragedia, che coinvolge chiunque nel mondo, incluse le associazioni. Questo è il caso della federazione scacchistica russa e di quella ucraina, e il modo in cui si stanno impegnando pur di porre fine a questo conflitto. Importante tenere a mente che gli scacchi sono uno degli sport più seguiti in Russia, nonché sport nazionale, quindi una presa di posizione simile coinvolge moltissima audience. 

La federazione scacchistica Russa

Il primo firmatario della petizione, condivisa dalla Federazione Scacchistica Russa, è il noto Ian Nepomniachtchi. Tutti gli scacchisti russi, tranne tre, hanno preso posizione contro la guerra. Ci sono state moltissime tensioni, soprattutto in quanto il presidente della FIDE è stato un forte sostenitore di Putin, eppure, alla fine, anche questo messaggio a favore della pace è arrivato. 

I principali giocatori di scacchi russi hanno lanciato un appello ufficiale al presidente russo Vladimir Putin.
Appello al Presidente della Federazione Russa dei giocatori di scacchi russi.
Ci opponiamo alle azioni militari sul territorio dell’Ucraina e chiediamo un cessate il fuoco tempestivo e una soluzione pacifica del conflitto attraverso il dialogo ei negoziati diplomatici. È insopportabilmente doloroso per noi vedere la catastrofe che sta accadendo in questi giorni ai nostri popoli.
Abbiamo sempre giocato per la Russia in gare individuali e, con particolare orgoglio, in squadre. Crediamo che gli scacchi, come gli sport in generale, debbano unire le persone. I tornei internazionali più difficili e prestigiosi si sono svolti nel nostro Paese ai massimi livelli anche in piena pandemia.Gli scacchi insegnano la responsabilità delle proprie azioni; ogni passo conta e un errore può portare a un punto fatale di non ritorno. E se si è sempre trattato di sport, ora è in gioco la vita delle persone, i diritti e le libertà fondamentali, la dignità umana, il presente e il futuro dei nostri Paesi.

In questi tragici giorni, pensiamo a tutte le persone che si sono trovate al centro di questo terribile conflitto. Condividiamo il dolore con i nostri colleghi ucraini e chiediamo la pace. 

La federazione scacchistica Ucraina 

Come moltissimi altri sportivi, anche gli scacchisti hanno rifiutato asilo e anzi sono scesi in strada per combattere per la propria terra. Una delle foto che più riassume la reazione scacchistica a questo conflitto è la seguente, che ritrae il capitano della squadra ucraina all’European Team Championship del 2021: 

Captain from the Ukranian chess team, sensationally winning gold at the 2021 European Team Championship:

Nel 2018, un giovane ucraino di nome Alexander Zubov battè sensazionalmente Magnus Carlsen, qualche giorno fa la sua fidanzata ha postato questo video che ritrae la sua casa ora. 

Gli scacchi sono sempre molto sensibili ai conflitti nel mondo, specialmente per quanto riguarda la guerra. Infatti la FIDE è sempre disponibile ad andare incontro ai giocatori e le loro esigenze prestando la propria bandiera e/o mediando affinché si arrivi a una risoluzione a conflitti sportivi derivanti da situazioni geopolitiche, come nel caso del Campionato del Mondo del 78


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