Checkmate! 1978, il campionato del mondo di scacchi più strano di sempre

di Enrico M. Rosati | 14 Gennaio 2022 @ 06:00 | CHECKMATE
scacchi Korchnoi
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Cosa succede se un simbolo degli scacchi sovietici come Karpov sfida un disertore dell’USSR come Korchnoi? Sicuramente tantissimi colpi di scena, in uno dei Campionati del Mondo di scacchi che ha avuto più problematiche interne e meno spettatori in sala di tutti gli altri. 

Difatti, ancor prima che i giocatori potessero sedersi al tavolo, iniziò la vera partita che si ricorda, tra i due team. L’articolo nasce sotto spunto del CM Ottavio Luigini, ed attualmente nei teatri in Russia c’è un film che parla della storia di questa partita. 

Il pre-partita

Il pre-partita fu animato da due colpi di scena. 

  1. La bandiera con cui avrebbe dovuto giocare Korchnoi.
    A quest’ultimo era stata revocata la cittadinanza russa, e l’USSR pretese che lui giocasse con una bandiera bianca con su ricamato “senza stato”. Effettivamente il giocatore non aveva ancora, per questioni burocratiche, ottenuto la cittadinanza svizzera. Così facendo lui stesso propose di giocare con la bandiera sovietica con sopra ricamate le parole “sono scappato” o, in alternativa, la Jolly Roger (la bandiera dei pirati). Si trovò la soluzione di avere una sola bandiera sullo sfondo, quella dell’unione sovietica, lasciando la possibilità allo spettatore di decidere chi questa rappresentasse. 
  2. I pezzi degli scacchi  
    I due giocatori, quando sembrava tutto pronto per iniziare, concordarono che i pezzi – che già avevano avevano approvato in passato – erano troppo leggeri. Questo scatenò il panico tra gli organizzatori del torneo, tanto che il set con cui hanno giocato il campionato sono arrivati, come fosse un film, a quindici minuti dalla prima partita. 

La partita di scacchi

I drammi causati dal pre-partita causarono un decremento di spettatori, infatti, dopo già le prime due patte, nonostante un calo abissale del prezzo dei biglietti, la sala abbondava di posti vuoti. 

Il primissimo, e anche più famoso, dei colpi di scena della partita riguarda il colore dello yogurt che Karpov ordinava durante la partita. Difatti, secondo il team Korchnoi lo yogurt avrebbe potuto rispecchiare dei messaggi dal team russo del giocatore. La polemica fu placata concordando che Karpov avrebbe potuto ordinare lo yogurt dello stesso colore solo ad un determinato punto della partita e portato da un determinato cameriere.
Si arrivò alla quinta partita con solo patte, e questa stabilì due record contemporaneamente: la prima a finire in stallo e la più lunga sino ad allora in una sfida mondiale (124 mosse, distribuite in tre sessioni di gioco). Gli animi si infervorirono con la settima partita, in quanto dopo l’aggiornamento Karpov era in netto vantaggio; il team Korchnoi lavorò sulla posizione tutta la notte e, pur trovando qualche speranza in alcune linee, non riuscì a trovare una patta sicura. Considerando che il team Karpov, ben più numeroso e titolato, avrebbe sezionato la situazione sino alla vittoria. Infatti, al momento della ripresa della partita, sembrava che il campione sovietico avesse ottime possibilità di mettersi il primo punto in tasca. La partita riprese, e ci fu un’immediata stretta di mano, che concludeva la partita. La folla sovietica applaudì la vittoria di Karpov, per poi rimanere confusa, difatti, l’uomo aveva chiesto la patta, prontamente accettata da Korchnoi. 

Negli scacchi, la concentrazione è tutto, e Karpov spiazzò l’avversario rifiutandosi di stringergli la mano prima dell’inizio della partita.

Questo mandò in tilt Korchnoi, e dopo meno di 30 mosse, fece sì che il campione si intascasse il primo punto del match. 

A questo punto, era necessario dare una spiegazione del crollo psicologico di Korchnoi, e ben presto il team suo team trovò un capro espiatorio, il dottor Zukar, noto ipnotista sovietico che fin ad allora aveva passato ogni partita ad osservare fisso il giocatore cacciato dall’Unione Sovietica. Secondo il team di quest’ultimo, lui era il motivo della sconfitta, e pretesero che si sedesse nelle ultime file della sala per poter evitare altre influenze. Per poter riprendere la partita, al dottore venne chiesto di spostarsi indietro, e quest’ultimo passò dalla quinta alla settima fila, inutile dire che ciò scatenò scompiglio nel team Korchnoi. Quando al giocatore venne chiesto un parere, lui affermò di non conoscere la vicenda in quanto era una battaglia del suo team di cui era all’oscuro. Venire a conoscenza delle teorie del proprio team fu distruttivo per il giocatore, infatti si convinse a sua volta dell’ipotesi del suo team ed iniziò a giocare indossando gli occhiali da sole. 

L’undicesima partita vide una vittoria di Korchnoi ed a quel punto il team Karpov chiese un time-out, ogni giocatore ne aveva 3 nell’arco delle prime 24 partite. Dopo il ritorno in sala, Zukar tornò a sedersi alla quinta fila, e Karpov vinse la tredicesima e la quattordicesima partita. In una delle partite seguenti, Korchnoi guardandosi intorno vide il dottore seduto alla solita fila, e iniziò ad urlare, facendo una scenata di 13 minuti, tanto da obbligare gli organizzatori a scortarlo in fondo alla sala. Subito dopo aver perso, quindi con un punteggio 4-1 per Karpov, Korchnoi utilizzò i suoi time-out per farsi una vacanza a Manila e schiarirsi le idee. Al suo ritorno, il giocatore portò con se 7 studentesse di parapsicologia dell’Università di Manila e una coppia di guru appartenenti alla setta chiamata Ananda Marga, questi si piazzarono in turbante e tuniche di zafferano vicino alla delegazione sovietica. Le acque si scaldarono quando venne fuori che la coppia era sotto processo per l’assassinio di un diplomatico tramite accoltellamento (presero 17 anni a testa per omicidio). A partire dalla 21sima partita nessuno con precedenti penali avrebbe avuto accesso alla sala, mentre durante la ventesima i due furono convinti a vestirsi “in borghese” e a sedersi normalmente. 

Il finale di partita

Dopo la 27ma partita vinse Karpov, che a quel punto conduceva 5 a 2. Così facendo, era a un punto dalla vittoria, e nelle successive partite furono notati “pezzi grossi” appena arrivati da Mosca in sala da gioco, come il presidente della federazione sovietica tra gli altri, evidentemente in attesa di poter presenziare alla premiazione nei giorni successivi.

Korchnoi in un tour de force vinse 3 partite di fila, arrivando ad un 5-5, e portando la partita ad una sola vittoria dal titolo. Karpov, saggiamente, decise di interrompere questo “momentum” di Korchnoi: usò un time-out e fu il suo turno di “andare in vacanza” a Manila.

L’inizio della 32ma partita vide il buon vecchio Zukar seduto in quinta fila, e sorprendentemente, Korchnoi giocò malissimo, tanto da arrivare all’aggiornamento e mai più ripresa. Come ultimo atto del Campionato del Mondo più movimentato di sempre, rifiutò di firmare il formulario come segno di protesta per la pressione che aveva ricevuto prima di quell’ultima partita.


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