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Canadair sul lago di Barrea, spettacolo tra bagnanti e incendi

Canadair in azione sul lago di Barrea: l’acqua che accoglie i bagnanti diventa una risorsa preziosa contro le fiamme

Canadair sul lago di Barrea, spettacolo tra bagnanti e incendi
Sul lago di Barrea a pochi metri dalla riva un Canadair è sceso a pelo d’acqua, sfiorando la superficie e ne aspira migliaia di litri

Sul lago di Barrea l’estate scorre tra bagnanti, pedalò e il paesaggio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Poi, improvvisamente, lo scenario cambia: a pochi metri dalla riva, un Canadair scende a pelo d’acqua, sfiora la superficie del lago e in pochi secondi ne aspira migliaia di litri. Un contrasto quasi surreale, tra la quiete di una giornata d’agosto e la frenesia di una macchina impegnata a combattere gli incendi.

È la spettacolare manovra di “scooping”, il sistema con cui i Canadair dei Vigili del Fuoco possono rifornirsi direttamente da mari e laghi. Il velivolo, dopo essersi abbassato fino a circa 130 chilometri orari, entra in contatto con la superficie dell’acqua e, attraverso le apposite sonde, riempie i due serbatoi. In circa 410 metri di percorrenza può raccogliere complessivamente 6.140 litri d’acqua, per poi tornare verso l’area interessata dalle fiamme e sganciare il carico.

Una scena spettacolare, ma soprattutto la dimostrazione concreta dell’importanza strategica del lago di Barrea nella lotta agli incendi boschivi. In queste ore il suo specchio d’acqua è diventato una vera e propria riserva naturale a disposizione dei mezzi antincendio, mentre sulle sue rive continua la vita estiva di residenti e turisti.

In estate, infatti, la piccola spiaggia della Gravara diventa uno dei punti più frequentati: qui è possibile prendere il sole, fare il bagno e noleggiare pedalò. Lungo le rive si sviluppano inoltre itinerari pedonali e ciclabili, aree di sosta e percorsi che permettono di scoprire il paesaggio del lago.

È proprio questo il contrasto del video. Lo stesso lago che nelle giornate estive rappresenta una meta per chi cerca refrigerio e natura diventa, quando necessario, uno strumento essenziale per la protezione del territorio.

Il lago nasce dallo sbarramento artificiale del fiume Sangro, realizzato nel 1952 nei pressi di Barrea per la costruzione di una centrale elettrica. È alimentato dal Sangro e da diversi corsi d’acqua, tra cui il Rio della Valle, il Rio Acqua dei Monaci e il torrente Profulo.

Con una superficie di circa 300 ettari, una lunghezza di quasi 5 chilometri, una larghezza media di 500 metri e una profondità massima di circa 35 metri, rappresenta uno degli elementi paesaggistici più caratteristici di questa parte dell’Appennino.

Circondato dai Monti Marsicani e dal Monte Greco, il lago si trova in una delle aree più suggestive del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Le sue sponde collegano idealmente tre borghi: Barrea, Civitella Alfedena e Villetta Barrea, immersi tra boschi, sentieri e percorsi ciclopedonali.

Il suo ruolo non si limita però all’emergenza o al turismo. Il lago di Barrea è anche un importante ambiente naturale per numerose specie, soprattutto per l’avifauna migratrice e stanziale. Nei boschi e sulle montagne circostanti trovano invece il loro habitat animali simbolo dell’Appennino, dal cervo al camoscio d’Abruzzo, dal lupo all’orso bruno marsicano, fino ai grandi rapaci come l’aquila reale.

Così, mentre sulla riva qualcuno continua a godersi una giornata d’agosto, poco più in là un Canadair si posa sull’acqua per pochi istanti. Un’immagine potente che racconta, in una sola scena, la doppia natura del lago di Barrea: luogo di vacanza e balneazione, ma anche preziosa riserva d’acqua per difendere le montagne dagli incendi.

*Credits Claudio Pappa