Il Partito Democratico dell’Aquila interviene nella polemica scoppiata nelle ultime ore sullo sviluppo del comprensorio di Campo Imperatore, dopo le segnalazioni sui disagi vissuti da sciatori e turisti. Nel mirino dei dem la replica dei capigruppo di maggioranza in Consiglio comunale, giudicata “fuori dal merito” e caratterizzata da “toni inaccettabili”, oltre alla gestione complessiva della stazione sciistica, definita “peggiore rispetto a nove anni fa”.
Nel comunicato, il Pd richiama anche l’“effetto Dunning-Kruger” per descrivere l’atteggiamento politico della maggioranza e sostiene che, a fronte delle promesse di rilancio del comprensorio montano, oggi emergerebbero criticità strutturali e organizzative non risolte.
Le criticità segnalate: cantieri, strutture e code
Secondo il Pd, Campo Imperatore sarebbe oggi “un manifesto di incompetenza e sciatteria”, con diversi interventi ancora incompiuti o lontani dalla conclusione. Tra gli esempi indicati, vengono citati il cantiere della scala mobile tra piazzale Simoncelli e la Villetta, la ricostruzione dell’albergo più volte annunciata e lo stato di alcune strutture ritenute “fatiscenti e sporche”.
Il comunicato si sofferma inoltre sulle giornate di maggiore affluenza, segnalando “file interminabili” non solo per la funivia ma anche per l’acquisto degli abbonamenti. In questo quadro, il Pd contesta l’assenza di un sistema online per biglietti e abbonamenti, ritenuto ormai uno standard per servizi turistici e attrazioni.
La proposta: sostituire la funivia con una cabinovia trifune
Nel merito delle soluzioni, il Pd rivendica una proposta già presentata nei mesi scorsi in Consiglio comunale: sostituire l’attuale funivia con una cabinovia trifune (impianto 3S), ritenuta più moderna ed efficiente. Secondo i dem, l’intervento sul cambio funi avrebbe ripristinato la funzionalità dell’impianto, ma non avrebbe affrontato i limiti strutturali legati alla capacità di trasporto e ai tempi di attesa.
Il Pd sostiene di aver depositato un ordine del giorno (a prima firma Stefano Albano) chiedendo un confronto con istituzioni, Parco e operatori, ma afferma che la maggioranza avrebbe respinto la proposta “senza neanche mostrare volontà di riflessione”. Nel documento si evidenzia che una cabinovia 3S potrebbe aumentare la portata in quota “d’inverno e soprattutto d’estate”, con l’obiettivo di ridurre il traffico privato verso Campo Imperatore, ipotizzando la chiusura ai turisti della strada oltre l’area dei ruderi di Sant’Egidio.
Vincoli ambientali e investimenti: “Occasione mancata”
Altro punto della contestazione riguarda il tema dei vincoli: il Pd sottolinea che, nonostante in passato l’attuale area politica di governo locale avesse promosso iniziative sul tema, negli anni i vincoli sarebbero diventati più stringenti, richiamando la trasformazione da Sic a Zsc e attribuendo l’iter alla maggioranza regionale.
Il comunicato critica anche l’ipotesi del secondo arroccamento, definendola un investimento “antistorico e illogico”, sostenendo che l’iter sarebbe “ancora all’anno zero” e che l’opera difficilmente vedrà la luce. Sul piano dei costi, il Pd contesta le cifre circolate su un eventuale impianto 3S e indica una forchetta tra 20 e 30 milioni, affermando che, tra fondi disponibili e programmazioni (FSC, Restart, Pnrr e fondo complementare), “l’occasione era irripetibile”.
In chiusura, il Pd collega la scelta sulle priorità di spesa alla strategia complessiva dell’amministrazione comunale, sostenendo che le risorse siano state orientate più sugli eventi e sulla comunicazione che su interventi strutturali per lo sviluppo del comprensorio montano.









