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L’8 settembre raccontato dal Gran Sasso, Cazzullo riparte da Campo Imperatore

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La vastità di Campo Imperatore, la sua bellezza brulla e una citazione di Fosco Maraini, che davanti a quell'altopiano ritrovò la somiglianza con la pianura di Phari-Dzong, sulla strada tra l'India e Lhasa, coniando per il Gran Sasso la fortunata definizione di "Piccolo Tibet". È cominciata così, ieri sera, la nuova stagione di "Una giornata particolare" di Aldo Cazzullo su La7.

L’AQUILA – La vastità di Campo Imperatore, la sua bellezza brulla e una citazione di Fosco Maraini, che davanti a quell’altopiano ritrovò la somiglianza con la pianura di Phari-Dzong, sulla strada tra l’India e Lhasa, coniando per il Gran Sasso la fortunata definizione di “Piccolo Tibet”. È cominciata così, ieri sera, la nuova stagione di “Una giornata particolare” di Aldo Cazzullo su La7.

E da Campo Imperatore, in fondo, la puntata non si è mai davvero allontanata. Il racconto era quello dell’8 settembre 1943, una delle giornate che hanno cambiato la storia d’Italia, ma osservata anche dal Gran Sasso: con il consueto intreccio narrativo del programma, Cazzullo è tornato più volte sull’altopiano, entrando nell’hotel dove Benito Mussolini fu tenuto prigioniero dopo la caduta del fascismo e arrivando fino all’operazione che, pochi giorni dopo l’armistizio, portò alla sua liberazione.

Sono le 19.42 dell’8 settembre quando alla radio risuona “La strada nel bosco”. Poco dopo arriva l’annuncio dell’armistizio. È da quelle ore, dai momenti che li precedono a quelli appena successivi, che si sviluppa il racconto della prima delle dodici nuove puntate, attraverso luoghi, documenti e testimonianze, con Campo Imperatore utilizzato non semplicemente come scenario, ma come uno dei luoghi dai quali leggere quella pagina della storia italiana.

Il racconto, durante la puntata, arriva così al 12 settembre 1943 e all’Operazione Quercia, il blitz con cui i paracadutisti tedeschi raggiunsero Campo Imperatore a bordo di alianti e liberarono Mussolini dall’albergo in cui era sorvegliato. All’operazione partecipò anche Otto Skorzeny, ufficiale delle SS destinato a diventare nell’immaginario e nella propaganda nazista il volto della liberazione del Duce, che lasciò poi il Gran Sasso a bordo di un piccolo Fieseler Storch.

Alla realizzazione della puntata ha collaborato anche Piercesare Stagni, presidente di Abruzzo Film Commission, impegnato nella redazione dei testi narrati da Cazzullo e nel lavoro di ricerca e ricostruzione.

“Campo Imperatore – ha commentato Stagni – è un luogo che ha un pesante bagaglio non solo storico ma anche cinematografico. È lì che, nel settembre del 1943, Mussolini venne tenuto prigioniero dopo la sua caduta e la sua cattura, in uno dei momenti più drammatici della storia italiana. Tornare oggi su quella vicenda, attraverso una grande produzione televisiva e attraverso le parole di Aldo Cazzullo, ha per me un significato particolare”.

“Aver potuto contribuire alla redazione dei testi della puntata è stata una bellissima esperienza. È anche un modo per confermare la vocazione abruzzese di parlare al grande pubblico. Un ringraziamento particolare va ad Aldo Cazzullo e a tutta la squadra di ‘Una giornata particolare’ per il lavoro di ricerca e per l’attenzione dedicata a una pagina così importante della nostra storia. È stato un piacere poter dare il nostro contributo”.