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Villa Gioia, il Pd: “Qui torni il Liceo artistico”

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I democratici contestano la demolizione dell'ex Istituto d'arte Fulvio Muzi. Nel mirino anche il nuovo polo degli uffici comunali e i ritardi della ricostruzione scolastica

L’AQUILA – Riportare il Liceo artistico nella sua sede storica oppure destinare l’area a una struttura multifunzionale al servizio del quartiere. È la proposta avanzata dal Partito Democratico nel corso della conferenza stampa organizzata questa mattina davanti all’ex Istituto d’arte “Fulvio Muzi”, oggi interessato dai lavori di demolizione. All’incontro hanno partecipato il segretario comunale Nello Avellani, il segretario provinciale Stefano Albano, l’ex assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano e la consigliera comunale Stefania Pezzopane.

Per il Pd, la scelta dell’amministrazione comunale di abbattere l’edificio, inagibile dal terremoto del 2009, per realizzare un parcheggio rappresenta il simbolo di una ricostruzione scolastica e di una pianificazione urbana “senza una visione complessiva”. L’area, sostengono i democratici, avrebbe dovuto conservare una funzione pubblica, mantenendo la propria vocazione scolastica o ospitando servizi destinati al quartiere.

A quasi dieci anni dall’insediamento di Biondi, nella città dell’Aquila le scuole vengono abbattute per realizzare parcheggi, non ricostruite”.

Da qui la proposta di riportare il Liceo artistico a Villa Gioia, dove aveva sede prima del sisma. Resta però da chiarire se questa ipotesi sia condivisa anche dall’attuale istituto, oggi ospitato a Collesapone. Alla domanda, gli esponenti del Pd hanno ricordato come il liceo abbia più volte denunciato la carenza di spaz, quindi hanno sottolineato soprattutto il legame storico con Villa Gioia. Nel corso della conferenza è stata in tal senso ribadita la necessità di salvaguardare la memoria dell’ex Istituto d’arte e la targa dedicata a Fulvio Muzi.

Le critiche investono anche l’acquisto dell’edificio adiacente, in cu ioggi sono stati accorpati diversi uffici comunali. Il parcheggio che sorgerà al posto dell’ex Istituto d’arte servirà proprio il nuovo polo amministrativo, confermando secondo i Dem una pianificazione ritenuta incoerente. Oggi, hanno spiegato, non c’è né la sede unica degli uffici comunali in periferia, a cui lavorava iil centrosinistra, né la sede diffusa nel centro storico più volte annunciata dall’attuale amministrazione.

Dal canto suo, il Comune motiva la realizzazione del parcheggio con esigenze di diradamento urbanistico e con la necessità di dotare l’area di nuovi posti auto. L’amministrazione sostiene inoltre che il recupero dell’ex Istituto d’arte comporterebbe un investimento stimato in circa 25 milioni di euro, risorse oggi non disponibili, oltre a un iter progettuale e autorizzativo molto più lungo rispetto alla soluzione individuata.

Dubbi anche sull’iter. “La trasformazione di un’area destinata a servizi scolastici in un parcheggio pubblico costituisce un rilevante mutamento sotto il profilo urbanistico, rendendo necessario chiarire quale procedimento amministrativo sia stato seguito, se sia stata prevista una variante agli strumenti urbanistici vigenti e quale sia stato il coinvolgimento del Consiglio comunale che per legge è competente di ogni modifica urbanistica”.

La scelta richiama, per certi versi, quanto avvenuto dopo il sisma con l’ex Istituto Magistrale, demolito per lasciare spazio al parcheggio a servizio degli uffici comunali di Villa Gioia. Oggi, a pochi metri dall’ex Istituto d’arte, è invece in corso la ricostruzione della scuola Mazzini, rendendo il quartiere uno dei principali laboratori della ricostruzione cittadina al momento.

Nel corso della conferenza il Pd ha inoltre denunciato ancora una volta i ritardi della ricostruzione scolastica, confrontando il dossier comunale del settembre 2023 con l’ultimo aggiornamento disponibile al 30 aprile 2026. Tra gli esempi citati figurano la scuola di Pianola, la Dante Alighieri di Paganica e il polo Torretta-Sant’Elia. I democratici hanno inoltre rilanciato la proposta di una commissione consiliare incaricata di individuare le aree dove ricostruire gli istituti ancora fuori sede, ribadendo che le nuove scuole dovrebbero essere progettate ex novo – “non abbiamo mai chiesto di utilizzare edifici storici” ha sottolineato Albano – insieme alle comunità scolastiche, e non adattando le esigenze delle scuole agli edifici esistenti. Tra le ipotesi richiamate c’è anche l’area di Porta Leoni, oggi al centro di una raccolta firme dei comitati, dove gli edifici Erp mai ricostruiti hanno lasciato spazio a un parcheggio, inizialmente previsto come multipiano dalle amministrazioni di centrosinistra, e poi realizzato a raso dall’amministrazione in carica.

Stefania Pezzopane ha infine annunciato che il gruppo porterà la questione all’attenzione del Consiglio comunale, definendo Villa Gioia “una periferia fuori dal centro” e chiedendo una riflessione complessiva sul futuro urbanistico dell’area.