La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre presenterà sabato 14 novembre 2026, alle ore 18, la mostra “A giochi fatti” di Umberto Dante, a cura di Emiliano Dante.
L’esposizione nasce dal desiderio di rendere omaggio, a un anno dalla morte, a una delle figure più significative del dibattito culturale cittadino e regionale degli ultimi quarant’anni. Lo fa attraverso un aspetto meno conosciuto della sua attività, ma profondamente legato alla sua formazione e alla sua dimensione intellettuale: la produzione artistica.
Umberto Dante è stato tra i protagonisti più attivi del panorama culturale aquilano tra la fine del Novecento e i primi decenni del Duemila. Storico, ha insegnato a lungo all’Università dell’Aquila e diretto l’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea. Accanto all’attività accademica ha saputo sviluppare un percorso multidisciplinare, dando vita a festival cinematografici, multimediateche e redazioni di riviste.
La produzione artistica tra memoria personale e storia collettiva
Proprio nel contesto di un impegno culturale così ampio, Dante ha sviluppato una propria produzione artistica, resa pubblica soltanto negli ultimi decenni della sua vita.
La mostra propone lavori visivi caratterizzati da una forte componente storica e autobiografica, nei quali la storia nazionale, quella familiare e quella personale si intrecciano attraverso fotografie, documenti d’epoca, collage di elementi reali e interventi pittorici.
Le opere richiamano continuamente i grandi avvenimenti del Novecento, mettendoli in relazione con la dimensione più intima della memoria familiare. Documentazione, destino collettivo ed espressione personale si fondono così in una ricerca che combina fotografia storica, interventi pittorici di gusto informale e oggetti già pronti, con richiami alla memoria dadaista.
Ne emerge un linguaggio capace di accostare dimensioni apparentemente opposte: elegia e ironia, solennità e antiretorica, rigore intellettuale e leggerezza infantile. Una produzione strutturata, ma al tempo stesso aperta a episodi e suggestioni.
La mostra curata dal figlio Emiliano Dante
La dimensione familiare e autobiografica delle opere trova un ulteriore significato nella scelta del curatore: Emiliano Dante, figlio maggiore dell’artista, storico dell’arte e filmmaker, che ha già curato numerose mostre per la Fondazione de Marchis.
Umberto Dante (1948-2025) nacque a Roma il 19 agosto 1948. Dopo aver trascorso l’infanzia in diverse città italiane, frequentò il liceo classico a Fermo, dove fondò il Cineforum Antares. Proseguì l’attività nell’associazionismo cinematografico alla Cineteca Sarda di Cagliari, arrivando alla vicepresidenza nazionale della Federazione Italiana dei Circoli del Cinema.
A Cagliari si laureò in Lettere con il massimo dei voti, con una tesi su Sergio Corazzini. Trasferitosi a L’Aquila, fondò il circolo cinematografico Charlie Chaplin e iniziò a lavorare all’università. Divenne ricercatore di Storia moderna e insegnò anche Storia contemporanea, Storia del cinema e Storia delle comunicazioni di massa all’Università dell’Aquila e alla Sapienza di Roma.
Nel corso della sua carriera ha pubblicato saggi dedicati alla storia dell’arte, alla comunicazione, al cinema e alla storia del Mezzogiorno e dell’Abruzzo. Ha presieduto l’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea e diretto la rivista “Abruzzo contemporaneo”. La sua produzione non saggistica è stata pubblicata solo in parte negli ultimi anni della sua vita, con opere come “Novis” (2016) e l’autobiografia “Via Cascina 20” (2017). Nel dicembre 2015 la sua produzione visiva era già stata esposta al MUSPAC dell’Aquila nella mostra “Veder-Ci: proposta-mostra di Umberto D.”.
La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, istituita a L’Aquila nel 2004, si occupa della conservazione, tutela e valorizzazione del patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua attività di storico dell’arte. Il suo archivio comprende quasi 200mila documenti, tra manifesti, locandine, inviti e brossure, mentre la biblioteca custodisce cataloghi di mostre, monografie e saggi. Dal 2018 la Fondazione ha sede al primo piano di Palazzo Cappa Cappelli, spazio che ospita regolarmente eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.









