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San Pietro della Ienca, pellegrini da cinque Paesi sulle orme di Giovanni Paolo II

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Il 16 ottobre fedeli provenienti da Ecuador, Perù, Messico, Armenia e Stati Uniti si sono ritrovati alla Ienca per ricordare l’elezione al soglio pontificio di san Giovanni Paolo II, avvenuta il 16 ottobre 1978.

Dalla Polonia all’Umbria passando per l’Abruzzo, nel segno di san Giovanni Paolo II e di una fede capace di unire popoli e culture diverse. Pellegrini provenienti da Ecuador, Perù, Messico, Armenia e Stati Uniti hanno raggiunto i luoghi della spiritualità legati alla storia del Papa polacco, in un itinerario che intreccia preghiera, memoria e scoperta.

Il gruppo, guidato da monsignor Wilder Alberto Vásquez Saldaña, padre agostiniano e vescovo della Prelatura territoriale di Chuquibambilla, in Perù, ha partecipato alla Peregrinación Retiro 2026, promossa dall’associazione María Madre Guardiana de la Fe, realtà che riunisce fedeli laici e membri del clero con l’obiettivo di favorire una vita di fede più profonda e un apostolato ispirato alla protezione e all’esempio della Vergine Maria.

Il pellegrinaggio è iniziato a Cracovia e Wadowice, città simbolo della vita di Karol Wojtyła. Conclusa la tappa polacca, i pellegrini sono partiti alla volta di Lanciano per la visita al miracolo eucaristico e da qui a San Pietro della Ienca, nella chiesetta tanto amata da Giovanni Paolo II. Momento particolarmente intenso è stata la celebrazione della santa messa in lingua spagnola, presieduta dal vescovo Vásquez Saldaña e vissuta dai partecipanti come occasione di comunione spirituale al di là delle diverse provenienze nazionali. 

Infine il pellegrinaggio è proseguito nei luoghi agostiniani di Cascia e Roccaporena, nel cuore dell’Umbria, territori che custodiscono una tradizione religiosa ancora profondamente radicata.

A raccontare l’arrivo del gruppo alla Ienca è Franca, che, seguendo le orme del padre Pasquale, continua a dedicarsi alla cura e alla valorizzazione di questo luogo così importante per la storia e la spiritualità aquilana.

«Mi avevano contattato a giugno da Roma per chiedere la possibilità di inserire la tappa nell’itinerario e, chiaramente, ho detto sì», racconta. «Ho dato il numero del rettore per ottenere l’autorizzazione per la messa. Successivamente mi hanno chiesto una guida turistica che parlasse spagnolo e potesse raccontare la storia del luogo. Grazie al contatto con una guida locale è stato possibile coinvolgere la dottoressa Paola Artizzu, che nella mattinata ha accompagnato i pellegrini alla scoperta della storia del borgo, soffermandosi anche sul legame con Giovanni Paolo II e sul modo in cui il Pontefice aveva conosciuto questi luoghi».

Una visita che ha assunto un significato particolare proprio il 16 ottobre, data impressa nella memoria della Chiesa cattolica. Quel giorno del 1978, alle 18.18, dal comignolo della Cappella Sistina in Vaticano, si levò la fumata bianca che annunciava l’elezione del nuovo Pontefice. Alle 18.45 il cardinale protodiacono Pericle Felici comunicò al mondo il nome dell’eletto: Karol Józef Wojtyła, arcivescovo metropolita di Cracovia, che scelse il nome di Giovanni Paolo II in memoria del predecessore Albino Luciani, Giovanni Paolo I.