SAN PIO DELLE CAMERE – La Festa dei Solchi, tenutasi a San Pio delle Camere, ha aperto gli occhi a tutti i presenti sul mondo dello zafferano, un tema che attrae sempre molti interessati, soprattutto per la qualità e il pregio del fiore simbolo dell’Aquila. Eppure, in passato, pratiche come quella osservata nei campi di San Pio costituivano un ottimo elemento di coesione e contribuivano a creare ricordi indelebili per tutti quei ragazzi coinvolti. Svegliarsi ancora di notte per raccogliere i fiori, con la partecipazione dei propri fratelli, amici e familiari, creava un legame indissolubile con la terra e, indipendentemente dal luogo in cui si sarebbe andati, il ricordo avrebbe sempre accompagnato coloro che avevano vissuto momenti indimenticabili, vedendo l’arancione dell’alba illuminare i campi adornati dai fiori viola.
Meraviglioso è infatti il ricordo che Liliana ci trasmette, sorridendo e con gli occhi che brillano di gioia. “Ero una bambina di 7 o 8 anni quando papà mi svegliava per andare nei campi. Iniziavamo a raccogliere, era bellissimo, e poi ci diceva di accelerare nonostante il freddo. Più svelti, ci diceva, perché i fiori non devono aprirsi”. Le sue parole hanno suscitato sorrisi di gioia e commozione tra tutti i presenti.
Tra gli animali e la contraffazione, sono molti i pericoli dietro al mondo dello zafferano, per questo motivo è necessario che si continui a scegliere produttori locali, che amano il prodotto e che hanno fatto della valorizzazione di questo fiore un motivo di vita.
Alcune scene che raccontano la Festa dei Solchi:









