L’AQUILA – Un pomeriggio all’insegna della cultura, dell’infanzia e della memoria quello andato in scena domenica 19 aprile, presso il Centro Polifunzionale A.C.A. di Preturo, dove è stato presentato il volume “King Bread – Re Pane” di Anna Maria Rita Tinari, edito da Daimon Edizioni. L’iniziativa, patrocinata dal Comune dell’Aquila e dal CSA di Preturo, ha visto una partecipazione sentita e trasversale, segno di quanto la comunità continui a rispondere con calore agli appuntamenti culturali dedicati alle nuove generazioni.
La pubblicazione, una fiaba bilingue illustrata rivolta a bambini e famiglie, racconta con delicatezza e poesia la storia della principessina Goccia d’Acqua e del principe Chicco di Grano: un incontro simbolico che dà origine al pane, elemento universale e quotidiano, trasformato qui in potente metafora di vita, amore e trasformazione.
Ad aprire l’incontro il saluto del presidente del CSA4, Nello Alfonsetti, seguito dal dialogo con l’autrice condotto dal giornalista e saggista Fulgo Graziosi, insieme all’editrice Alessandra Prospero e alla relatrice Elisa Zimei. Un confronto ricco di spunti, che ha saputo intrecciare il valore pedagogico della fiaba con riflessioni profonde sulla contemporaneità.
Fulgo Graziosi ha evidenziato come il racconto si apra con una lettera che chiarisce subito l’intento dell’autrice: non una favola evanescente, ma una storia radicata nella realtà quotidiana. Un invito alla lettura che si estende anche agli adulti, spesso distratti da ritmi frenetici e da un consumismo che allontana dall’essenziale. La scelta di Tinari di raccontare attraverso elementi semplici – il grano e l’acqua – diventa così una presa di posizione culturale, lontana dalle narrazioni dominate da conflitti e tecnologie.
Un concetto ripreso anche dall’editrice Prospero, che ha sottolineato come “King Bread – Re Pane” rappresenti un progetto fortemente voluto, inserito nella collana “Paideia” dedicata all’infanzia. Una storia che parla di trasformazione, ricordando come ogni cambiamento comporti consapevolezza e crescita, in linea con il pensiero dell’antropologo Claude Lévi-Strauss, secondo cui la cultura nasce proprio dalla capacità dell’uomo di trasformare la natura.
La biografia dell’autrice racconta un percorso ricco di esperienze e riconoscimenti: nata a Preturo, laureata in Lingue e letterature straniere, per anni docente di inglese nelle scuole superiori aquilane, Tinari ha coltivato nel tempo la passione per la scrittura, tornando con forza ad essa dopo momenti difficili legati alla sua vita personale e alla tragedia del sisma. “King Bread – Re Pane” rappresenta la sua terza pubblicazione, dopo opere poetiche e narrative già apprezzate in ambito locale e nazionale.
A offrire uno sguardo più intimo e familiare sull’opera è stata Elisa Zimei, figlia dell’autrice, che ha sottolineato il profondo legame con la lingua inglese, da lei definita diretta, immediata e particolarmente potente. Una scelta che trova espressione anche nel titolo bilingue “King Bread – Re Pane”, capace di unire due universi linguistici e culturali. Zimei ha inoltre richiamato l’importanza del pane nella nostra tradizione, non solo come alimento, ma come simbolo religioso, sociale ed economico, elemento fondante della comunità.
Commovente e intensa l’introduzione dell’autrice, scritta in forma epistolare come una lettera ai “bambini di tutto il mondo” e ai loro genitori. Un invito accorato alla lettura, vista come “strada verso la conoscenza” e come strumento per costruire un “muro contro l’ignoranza”. Parole che riflettono il lungo percorso umano e professionale di Anna Maria Rita Tinari, già docente di lingua e letteratura inglese, da sempre impegnata nella diffusione della cultura.
Un momento particolarmente significativo è stato rappresentato dalla presenza, in prima fila, dei piccoli Pietro e Dario, nipoti dell’autrice e primi destinatari della fiaba. A loro, e idealmente a tutti i bambini del mondo, il libro è dedicato con amore, restituendo al racconto quella dimensione autentica e familiare da cui ha avuto origine.
La presentazione si è conclusa con un clima di partecipazione e riflessione, con interventi anche di alcuni partecipanti, lasciando nei presenti un messaggio chiaro: riscoprire la semplicità, il valore della lettura e il potere delle storie condivise. Perché, come insegna questa fiaba, anche dagli elementi più piccoli possono nascere le trasformazioni più grandi.
Intervistata l’autrice ha sottolineato il valore insostituibile del libro cartaceo, vissuto come oggetto intimo, da toccare, sottolineare, fare proprio. Un parallelismo suggestivo quello tra il gesto di impastare il pane e quello di sfogliare un libro: entrambi atti concreti, fisici, che rimandano a una dimensione profonda di relazione e conoscenza.













