Un riconoscimento che parla di identità e radici
PESCINA (AQ) – A Pescina, città natale di Ignazio Silone, il Premio internazionale a lui dedicato ha vissuto la sua XXVIII edizione con un significato particolare. Non un semplice tributo letterario, ma una celebrazione di valori che travalicano le pagine dei libri per trasformarsi in voce civile, coscienza critica e identità collettiva.
Al centro della cerimonia, il conferimento del premio a Gaetano Quagliariello, Presidente della Fondazione Magna Carta, che il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha definito «quanto di più appropriato e autentico, per la sua adesione ai valori di verità e giustizia sociale che hanno animato l’opera e la vita di Silone».
Un legame che non si esaurisce nella memoria storica, ma che continua a proiettare l’Abruzzo in una dimensione universale.
Nel suo intervento, Marsilio ha richiamato con forza la missione intellettuale di Silone, capace di trasformare la realtà contadina e marginale dell’Abruzzo in materia viva di letteratura mondiale.
«Le sue opere, ancora oggi tradotte e lette in tanti Paesi – ha sottolineato – rappresentano un punto di riferimento imprescindibile della storia politica, sociale ed economica del Novecento. L’Abruzzo, terra di Ignazio Silone, può vantare con orgoglio di aver dato i natali a figure straordinarie come Gabriele D’Annunzio, Ennio Flaiano e Benedetto Croce, testimoni della nostra ricchezza culturale».
Un filo rosso che collega scrittori, filosofi e intellettuali di una regione che, pur partendo da realtà periferiche, ha saputo parlare al mondo intero.
I vincitori della XXVIII edizione
Il palmarès del Premio Silone 2025 ha confermato la vocazione internazionale della manifestazione.
- Sezione principale: Gaetano Quagliariello
- Sezione II – Tesi di laurea o dottorato (ex aequo): Marco Lemme e Sabrina Di Martino
- Sezione III – Traduzione: Carlos Clavería Laguarda
Accanto ai riconoscimenti, è stato presentato anche il taccuino siloniano, omaggio alla dimensione civile e giornalistica dello scrittore marsicano, che rimane uno dei tratti meno esplorati ma più incisivi della sua eredità.
La scelta di Quagliariello non è casuale. Figura nota per il suo impegno politico, ma anche per la costante attività di ricerca e riflessione intellettuale, ha incarnato quell’idea di “intellettuale impegnato” che Silone rappresentò con forza. Non un premio alla carriera, ma un riconoscimento a un percorso in cui la scrittura e l’analisi hanno avuto un ruolo tanto quanto l’azione pubblica.
Il suo legame con i valori di giustizia sociale, verità e impegno civile restituisce al Premio Silone la dimensione autentica di tributo a una coscienza critica capace di superare i confini geografici e politici.
Se il Premio ha voluto quest’anno richiamare la figura del giornalista Silone, non è per nostalgia, ma per sottolineare la forza di una voce che seppe raccontare al mondo la sua terra senza ridurla a folklore. Nei suoi articoli e nelle sue opere letterarie, l’Abruzzo non è mai soltanto scenario, ma lente per comprendere contraddizioni universali: povertà ed emancipazione, giustizia e potere, libertà e repressione.
Il messaggio è chiaro: l’eredità di Silone resta attuale, e il Premio diventa il luogo in cui quell’eredità si rinnova attraverso nuove voci, nuovi interpreti e nuove sfide. Silone ha dato voce a un Abruzzo povero e contadino, rendendolo letteratura mondiale.









