L’AQUILA – “Sono state dette e scritte solo vergognose falsità”. Franco Marinangeli interviene sulle polemiche scoppiate intorno alla lezione sulle maxi-emergenze tenuta agli studenti del sesto anno di Medicina dell’Università dell’Aquila. In un’intervista all’ANSA il docente respinge le accuse di aver tenuto una lezione “pro-Israele” e chiede ora scuse formali a chi, sostiene, avrebbe travisato le sue parole.
“Durante il corso non ho fatto altro che presentare una lezione sulle maxi-emergenze, citando proprio il caso di Israele che, come riconosciuto da tutta la comunità scientifica, ha un modello organizzativo tra i migliori al mondo”, ha spiegato Marinangeli all’ANSA.
Il docente nega che la lezione avesse contenuti di carattere politico. Le immagini nelle quali compariva Benjamin Netanyahu, spiega, erano legate all’accordo siglato nel 2013 tra la Regione Abruzzo e lo Stato di Israele nell’ambito del progetto “Abruzzo 2020 Sanità Sicura”, esperienza di cooperazione sociosanitaria per la riorganizzazione della rete regionale dell’emergenza-urgenza.
“Ho portato in cattedra la mia esperienza maturata lì. Qualcuno ha interpretato male le mie parole, non ho mai preso le parti di nessuno”, afferma Marinangeli.
Il professore ricorda inoltre di essere impegnato nel coordinamento del trasferimento in Abruzzo di pazienti provenienti da Gaza e Kiev affinché possano ricevere cure negli ospedali della regione. “Accusarmi senza conoscere il mio passato, ma soprattutto senza contestualizzare la mia lezione, è assolutamente grave. Ora voglio scuse formali, anche dagli studenti, da parte di quelli che hanno travisato la mia lezione”.
La polemica era esplosa dopo la diffusione sui social di alcune immagini scattate durante la lezione. Sinistra Italiana e l’Ugs avevano contestato il contenuto delle slide e sulla vicenda era quindi intervenuta la stessa Università dell’Aquila che, dopo aver svolto le proprie verifiche, aveva definito “parziale e fuorviante” la ricostruzione circolata sui social. Secondo l’Ateneo, le slide facevano riferimento al progetto “Abruzzo 2020 Sanità Sicura”, nato da un accordo di cooperazione sociosanitaria tra Regione Abruzzo e Stato di Israele e concluso nel 2016.
L’accordo era stato sottoscritto nel 2013 dall’allora presidente della Regione Gianni Chiodi e dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, alla presenza di Gianni Letta. L’Università aveva fornito un chiarimento anche sul riferimento ai “territori occupati” presente in una delle slide contestate, precisando che Marinangeli intendeva riferirsi ai territori occupati da Israele e considerati illegali sulla base delle risoluzioni 242 e 2334 delle Nazioni Unite.
Intanto intorno al professore si moltiplicano le prese di posizione politiche.
“Esprimiamo piena e convinta solidarietà al professor Franco Marinangeli, professionista di riconosciuto valore e docente dell’Università degli Studi dell’Aquila, finito al centro di una polemica politica tanto ingiusta quanto grave”, dichiara Leonardo Scimia, capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio comunale dell’Aquila, a nome dell’intero gruppo.
Per Scimia i chiarimenti forniti dal docente e dall’Ateneo rendono necessario un passo indietro da parte di chi aveva mosso le accuse. “Il confronto politico è legittimo, la critica è sacrosanta, ma la delegittimazione personale non può trovare cittadinanza nel dibattito pubblico. Chi ha formulato accuse così pesanti ha oggi il dovere di prendere atto dei chiarimenti e di chiedere scusa al professor Marinangeli”.
Sulla stessa linea Azione Universitaria L’Aquila. La presidente Irene Di Pardo parla di una “caccia alle streghe” nei confronti del docente e di una “gogna mediatica e sciacallaggio politico” da parte della sinistra.
“Chi attacca un professore perché trasmette agli studenti competenze cliniche ed esperienziali attenta in modo grave alla libertà d’insegnamento e alla qualità della formazione universitaria”, afferma Di Pardo, chiedendo ai vertici dell’Ateneo e alle istituzioni di tutelare “la serenità della didattica e la libertà di insegnamento da ogni forma di condizionamento ideologico”.
Alla solidarietà si aggiunge quella del senatore Guido Liris, che definisce Marinangeli “professionista di riconosciuta competenza e autorevolezza scientifica” e parla di una “strumentalizzazione grave e inaccettabile”.
“Le critiche a Netanyahu e all’operato dell’attuale Governo israeliano sono legittime – afferma il senatore – ma non possono essere confuse con il riconoscimento delle competenze scientifiche sviluppate in quel Paese. Non possiamo scegliere quali conoscenze trasmettere agli studenti in base alla provenienza geografica o alle convinzioni politiche”.
“Difendere Marinangeli – conclude – significa difendere l’autonomia dell’università e la libertà della ricerca. La politica non può stabilire quali esperienze scientifiche siano degne di essere insegnate e quali debbano essere censurate”.









