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Le sfide dell’Intelligenza artificiale

'Profili etici e responsabilità dei giornalisti' nell'incontro tra la stampa e la curia aquilana

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In occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, il tradizionale incontro tra la stampa e la curia aquilana.

L’AQUILA – Si è tenuto ieri, nell’aula magna Benedetto XVI dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose ‘Fides et Ratio’ di L’Aquila, in occasione della festa di San Francesco di Sales, il patrono dei giornalisti, il tradizionale incontro tra la stampa e la curia aquilana. Un’occasione di riflessione e di confronto tra due mondi sui più importanti temi dell’attualità. Al centro dell’incontro di quest’anno, il complesso problema dell’intelligenza artificiale che è stato anche oggetto del messaggio del pontefice in vista della prossima Giornata Mondiale della Comunicazione sociale. Durante l’incontro, “Intelligenza artificiale e sapienza del cuore: per una comunicazione pienamente umana” il titolo, si sono confrontati il cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo Stefano Pallotta e il vescovo ausiliare di L’Aquila mons. Antonio D’Angelo.

Piccolo fuori programma con l’annuncio, ne parliamo qui, che Petrocchi lascerà definitivamente la città il prossimo 19 agosto e che a lui l’ausiliare D’Angelo ha chiesto di aprire la porta santa in occasione della prossima Perdonanza Celestiniana.

Intelligenza artificiale e giornalismo

Stefano Pallotta, dopo essersi soffermato sulla figura di S. Francesco di Sales, ha inquadrato confini e dinamiche della questione intelligenza artificiale e del suo impatto sulla società e sul mestiere del giornalista, “una delle professioni più a rischio” ha ricordato.

Il mondo dell’informazione ha ampiamente introiettato le nuove tecnologie ma la questione adesso assume un aspetto più complesso, perché “non si tratta più di una intelligenza d’uso ma generatrice” di contenuti. Pallotta ha evidenziato i principali rischi, ma anche le opportunità di queste nuove tecnologie. Chi gestisce gli algoritmi e con quali confini etici, queste le principali questioni poste dalla tecnologia, non solo al mondo del giornalismo ma a tutta la società.
Capacità critica e una seria grammatica professionale, ha ricordato Pallotta, possono però aiutare a relegare il problema dell’Ia a questione marginale. “Il problema – ha ammonito il presidente dell’OdG abruzzese – è che siamo noi giornalisti spesso ad abdicare alle cose importanti, a rinunciare al metodo giornalistico, e se questa tendenza dovesse continuare è evidente che l’Ia ci manderà tutti a casa”.
Non meno importanti i profili etici. Sarà responsabilità degli editori comunicare al lettore l’origine delle informazioni. Proprio sulle sfumature etiche del problema si è concentrato Petrocchi che a sua ha volta ha fatto appello a considerare i pericoli ma anche le opportunità del fenomeno. Non bisogna “subire i cambiamenti” ma “esserne protagonisti”, diventare “sentinelle attive per trasformare i rischi in opportunità”.
“L’intelligenza artificiale – ha sottolineato Petrocchi – non può sostituirsi al compito alto e nobile del giornalista. E’ lui che, non solo raccoglie le notizie, ma le interpreta, le valuta e invita l’altro a far in modo che la storia che viene raccontata sia capita nelle sue dinamiche e prospettive”.

Petrocchi e il vescovo ausiliare D’Angelo si sono infine soffermati, anche in vista dell’avvicendamento del prossimo 19 agosto, sulle situazione della diocesi aquilana. Petrocchi, in particolare, ha ricordato il risanamento del deficit economico che gravava sulla diocesi e il lavoro che si sta svolgendo su più fronti. In primis la Perdonanza. La visita del Papa ha segnato una svolta e si spera che anche nei documenti ufficiali della Santa sede, in vista del prossimo giubileo del 2025, possa comparire un riferimento esplicito alla Perdonanza celestiniana con L’Aquila inserita ufficialmente nei percorsi giubilari.
Monsignor D’Angelo si è soffermato sulla ricostruzione post-sismica, in particolare su quella del sisma del 2016/17 in cui la Curia è stazione appaltante delle opere. Quattro, ha ricordato D’Angelo, le ordinanze dell’Usr che assegnano i fondi per le chiese selezionate. Per la maggiorate sono state assegnate le progettazioni e sono già iniziati i lavori i lavori in alcune chiese.