L’AQUILA – Nei pressi di piazza San Pietro, a differenza di altre aree dove al termine dei lavori si procede con una nuova asfaltatura, si sta intervenendo in modo diverso: al posto dell’asfalto, si stanno riposizionando i tradizionali sampietrini bianchi.
La scelta, spesso invocata da molti cittadini, sicuramente salvaguarda l’identità storica della zona e restituisce alla città un volto più vicino a quello originario. Permette inoltre di non intervenire due volte, prima con l’asfalto e poi con la pavimentazione definitiva.
Accanto all’apprezzamento per l’impatto estetico e simbolico, emergono però anche riflessioni sulla funzionalità della pavimentazione. I sampietrini, seppur suggestivi, possono creare disagi alla mobilità quotidiana, soprattutto per le persone con disabilità motorie, per chi usa passeggini, biciclette o monopattini, e più in generale per chi ha difficoltà di deambulazione. In questo caso sono montati con fughe molto larghe e non sono previste corsie con materiali più lisci. La loro superficie irregolare e la minore aderenza rispetto all’asfalto solleveranno dubbi sull’accessibilità e sulla sicurezza?
La sfida, come spesso accade, è trovare un equilibrio tra conservazione storica e praticità urbana. Alcune soluzioni adottate in altre città — come la posa di sampietrini a giunti stretti, l’uso di pietra liscia nei percorsi pedonali principali o l’inserimento di corridoi accessibili — potrebbero essere valutate anche all’Aquila, per garantire una città bella ma anche vivibile per tutti.
L’intervento a San Pietro, in ogni caso, rappresenta un passo significativo verso una ricostruzione che non si limita a riparare, ma cerca di ricucire il rapporto tra la città e la sua storia.









