Da Masciocco a Masciocco, i programmi di mandato sono inutili?

di Alessio Ludovici | 08 Aprile 2022 @ 06:00 | POLITICA
Masciocco
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L’AQUILA – I programmi di mandato sono inutili? Non è certo il centro del mondo, ma è in consiglio comunale, e negli uffici comunali e in giunta, che una comunità decide gran parte del proprio futuro. Che ci si creda o no, che piaccia o meno, che ce se ne occupi o no. Tra gli addetti ai lavori alcuni lo scoprono a proprie spese, al secondo mese da consigliere comunale quando scartoffie, atti, iter cominciano ad accumularsi sulle scrivanie, materiali o virtuali, e lo sconforto prende il sopravvento sull’entusiasmo. Per tutti arriva il momento dei bilanci anche se l’ultima parola spetta all’elettore e a quello aquilano il prossimo 12 giugno.

Ieri, intanto, è andata in soffitta una delle ultime quinte commissioni.

E’ la commissione consiliare di Garanzia e Controllo. Controlla, per l’appunto, l’operato della maggioranza e quindi è tradizionalmente guidata da un esponente della minoranza. In questi cinque anni è stata presieduta da Giustino Masciocco, consigliere comunale di lunga data, tra più esperti, rispettati e preparati e che alle elezioni di quest’anno non si ricandiderà. C’è un tempo per ogni cosa, anche per fare un passo indietro, e in Italia non si trovano tutti i giorni le persone con l’intelligenza di capirlo.

Tempo di bilanci perché uno degli ultimi atti, in vista dell’approvazione dell’ultimo bilancio di questa amministrazione, è proprio quello di valutare l’operato della giunta, più specificatamente la coerenza tra quanto fatto e quanto scritto nel programma di mandato del Sindaco. 

Programmi di mandato su cui ci sarebbero romanzi da scrivere. Proprio questa consiliatura si era aperta nel 2017 con Masciocco che stracciava platealmente il programma di Biondi, come a certificare l’inutilità di un documento rispetto alle difficoltà reali che poi si incontrano nella vita amministrativa. Ieri, in un clima da fine anno scolastico, gli assessori di Biondi, molti alla prima esperienza da amministratori, hanno confermato la profetica previsione di Masciocco che di assessori e di programmi elettorali ne ha visti girare tanti in consiglio. A confrontarsi con i commissari c’erano il vicesindaco, Raffaele Daniele, l’assessore Bignotti per le politiche sociali, Fabrizio Taranta per ambiente, rifiuti e protezione civile, Ferella per l’urbanistica. Nonostante qualche assenza tra gli assessori, c’era quindi tanta carne al fuoco per farsi un’idea di come è andata. 

Gli assessori hanno detto di essersi attenuti ai principi di quel mandato elettorale, ma hanno anche dichiarato, con onestà intellettuale, che non sono stati certi pedissequamente fedeli alle intenzioni originarie. Del resto, appunto, la realtà e i programmi non vanno spesso a braccetto, e la realtà ha questa strana caratteristica di esistere a prescindere dalle nostre convinzioni e parole. Alcuni fatti intervengono a modificare i piani, alcune cose scritte nei programmi sono, a voler essere generosi, un po’ troppo ambiziose rispetto alle capacità e possibilità di un ente. A volte, semplicemente, si cambia idea o ancora sono la quotidianità e la macchina amministrativa che finiscono per dissipare gran parte delle energie politiche. 

Dall’opposizione non sono mancate le sottolineature sulle differenze tra quanto rappresentato dagli assessori e quanto scritto in origine. Oggi, in uno degli ultimi consigli comunali prima del voto, sicuramente ci sarà il tempo di una fisiologica ‘scazzottata’ politica in tal senso. E’ del resto il ruolo delle opposizioni quello di fare le pulci a chi governa. Angelo Mancini ieri ha dato qualche antipasto, ricordando alcuni degli impegni del programma di mandato. Quelli più curiosi e presto accantonati come il “mutuo sociale” o la “moneta alternativa” e quelli più seri, come le scuole: “un piano straordinario, pagina 2 del programma di mandato, che è rimasto carta straccia” ha affermato il consigliere. Il vicesindaco, in tal senso, aveva messo tra i risultati raggiunti il fatto che tutte le scuole oggi hanno un progetto esecutivo. Un passo in avanti dentro iter burocratici cervellotici – “anche Provveditorato, Soprintendenza e gli altri enti sono in difficoltà pur avendo procedure più semplici” ha ricordato Daniele – e accollati ad uffici, non solo quelli della ricostruzione, in grave carenza di organico. Personale e ricostruzione pubblica saranno sicuramente tra i dossier più spinosi, la realtà contro cui andranno a sbattere gran parte delle parole che sentiremo in campagna elettorale. Ma non solo, c’è molto da fare nella raccolta dei rifiuti. L’Aquila è ancora troppo indietro rispetto agli obiettivi fissati dallo Stato per quanto, secondo la maggioranza, i passi in avanti sono stati fatti. Ci sono le tasse, ancora tra le più alte d’Italia. C’è il grande tema della pianificazione. Il Prg è un dossier lungo e faticoso, ma non è su un binario morto ha affermato Ferella: la microzonazione di terzo livello è partita, il piano del rumore anche, attorno al 2024 si potrebbe arrivare alle norme tecniche di attuazione. Con tanti punti interrogativi da risolvere intanto e che rischiano di inficiarla quella pianificazione: le casette sono ancora lì, molte ormai abusive, tutte quelle del delibera 57 e buona parte di quella della 58 i cui beneficiari hanno riavuto l’immobile ricostruito. E chi le butta giù resta un mistero, all’ispettorato servirebbero decine di persone a lavorare spiega Ferella, invece sono in tre e devono occuparsi di mille altre cose, qualche contenzioso comunque è partito. Map e Musp dovrebbe andar via per riconsegnare quelle terre alle loro originarie funzioni, per lo più si trattava di zone agricole. Per le C.a.s.e. la strada resta quella della valorizzazione stante l’impossibilità di un ripristino dei terreni, e oggettivamente in questi anni sono stati implementati progetti importanti, i primi in tal senso. Sul sociale Bignotti, a specifica domanda di Masciocco, ha detto di non avere particolari rimpianti, forse lavorerebbe su una maggiore regolamentazione del dialogo con il mondo del “sociale”, in cui il ruolo delle reti del territorio è sempre più importante e va messo a sistema. In tema di Protezione civile l’assessore Taranta ha ricordato come il Comune dell’Aquila sia stato tra i primi ad adeguare il Piano di protezione civile all’eventualità della doppia emergenza, pandemia più altro, ricevendo anche l’encomio del Dipartimento nazionale. E sull’Ambiente, sempre Taranta, ha ricordato le importanti realizzazioni, del Comune o in partnership, del Parco del Sole, del Parco del Castello, del Baden Powell a Pettino e di Murata Gigotti e, in più generale, la cura di parchi e giardini. Progetti che a volte vengono da lontano, si sedimentano, diventano realtà nel passaggio da un’amministrazione all’altra, perché alla fine, polemiche e schermaglie a parte, quello che conta è il merito dei provvedimenti, la capacità di pensarli e portarli avanti.

“Tra 4 anni e 10 mesi che mancano – affermava Masciocco in consiglio nel 2017 – ci renderemo conto di quello che è stato fatto”. Se le cose fatte sono sufficienti o meno in relazione a mezzi e contesti attraversati, starà all’elettore deciderlo. 

 


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