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Costi ricostruzione, Provenzano: “Con il decreto attuativo nuovo sprone ai cantieri”

Il responsabile dell'Usra fa un appello alle imprese: "Riprendete il lavoro nel cratere sismico". E traccia un bilancio: mancano 'soltanto' 820 pratiche

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Il responsabile dell'Usra fa un appello agli imprenditori: "Riprendete il lavoro nel cratere sismico". E traccia un bilancio: mancano 'soltanto' 820 pratiche

L’AQUILA – Decreto attuativo pronto, ma mancano ancora alcuni dettagli necessari per “trovare la formulazione migliore per renderlo attuabile in tempi rapidi”. A dirlo è il responsabile dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila Salvatore Provenzano, che sta lavorando sul provvedimento ‘sblocca-ricostruzione’ insieme al collega dell’ufficio speciale dei Comuni del cratere Raffaello Fico. Dunque manca poco (probabilmente già entro questa settimana) per arrivare a definire e a pubblicare il provvedimento che potrà finalmente rendere eseguibile quanto previsto dall’emendamento al decreto ‘Aiuti bis’ che, con l’articolo 17 comma 7 approvato in Parlamento a settembre, permette l’adeguamento dei costi della ricostruzione privata post-sisma 2009 agli attuali livelli imposti dal mercato edilizio, gravato del rincaro delle materie prime e dei costi per l’energia, consentendo in sostanza di aumentare l’importo dei contributi concessi per la ricostruzione. Il provvedimento governativo interessa l’intero territorio dell’Aquila; ora, con il decreto attuativo che lo rende efficace quasi in dirittura d’arrivo, potrà dare un impulso alla ricostruzione, arenata in mesi di impasse dovuti a una serie di congiunture negative: l’aumento dei materiali per l’edilizia scatenato dal caos, a livello planetario, dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e, immediatamente dopo, l’adozione della misura del bonus al 110 %; il tutto condito dall’aumento dei costi dell’energia e del gas dovuto alla guerra della Russia contro l’Ucraina. La ‘tempesta perfetta’. Una piccola ventata d’ossigeno dunque, che potrà ravvivare la fiamma bassa della ricostruzione, ammesso che anche il comparto di riferimento faccia la sua parte: riaprire i cantieri e rimettere in moto un circuito virtuoso. Le imprese e gli operatori si preparino allora.

Il responsabile dell’Usra coglie l’occasione per fare un appello a tutti i soggetti che in qualche modo si occupano della ricostruzione: “Rimettete L’Aquila e il cratere sismico al centro dell’interesse – è l’appello di Provenzano -, ne va della ripresa sociale di un intero territorio che è ancora alle prese con le conseguenze del sisma sulla sua vita economica e di comunità”. Un appello che ricalca quello fatto alcune settimane fa dal commissario straordinario per il cratere del Centro Italia Giovanni Legnini. Se le abitazioni non vengono ricostruite, dice Provenzano sottolineando una questione ben nota all’amministrazione comunale che ha ancora bisogno dei fondi dello Stato per non andare in default, non riprende nemmeno la normale attività pubblica e finanziaria dei Comuni, mentre muore la vitalità sociale e culturale ed economica che non può certo reggersi soltanto sulle attività di intrattenimento e di spettacolo che hanno una durata limitata nel tempo. Bisogna tornare a popolare la città a riempirla non soltanto di vita notturna, ma anche di vita quotidiana, istituzionale, di ufficio, scuole.

Anche se il decreto non è propriamente retroattivo, si potrà in qualche modo ‘tornare indietro’ e soddisfare anche per le lavorazioni già avviate l’esigenza di adeguare l’importo del contributo. Per tutte le pratiche della ricostruzione per le quali il contributo non è stato emesso, spiega Provenzano, verranno aumentati i costi della ricostruzione del 20% (in realtà del 17%, che si va ad aggiungere al 3% dell’adeguamento sulla base dell’Istat fatto in precedenza, arrivando così al 20%); per le pratiche, invece, già coperte dal contributo e i cui lavori sono appunto già partiti, tutte le lavorazioni effettuale a partire dal primo luglio 2021 verranno adeguate ai costi del 2022 tramite un Sal (stato di avanzamento dei lavori) straordinario.

Ma qual è lo stato di salute della ricostruzione nella città dell’Aquila, considerando che il 30 settembre di un anno fa si sono chiusi i termini per la consegna delle domande per ottenere il contributo di ricostruzione?

“Oggi ci mancano da istruire circa 820 pratiche – spiega il responsabile dell’Ufficio speciale -, di queste moltissime sono in istruttoria ma non riusciamo a concludere per le ragioni che ho spiegato prima (impasse delle imprese ‘distratte’ dall’ecobonus 110 e scoraggiate dall’aumento dei costi, ndr), mentre l’importo complessivo per chiudere la ricostruzione è di circa 1 miliardo di euro. A questi importi bisognerà aggiungere qualche decina di milioni di euro relativi alle (poche) pratiche che emergeranno dai commissariamenti: possiamo dire che siamo pronti per lo sprint finale, ma occorre un colpo di reni”. Colpo di reni che può realizzarsi soltanto se l’intera filiera della ricostruzione, costituita non soltanto dalla parte pubblica e istituzionale ma anche da quella dei professionisti e delle imprese dell’edilizia, riprende il percorso virtuoso che ha reso possibile ricostruire rapidamente una città bella e antisismica nonostante l’immensa mole di patrimonio antico e vincolato e che ha mostrato al mondo la ricostruzione post-sisma 2009 come un ‘modello L’Aquila’ (compreso quello del cratere coperto dall’Usrc) a cui guardare.

Ma l’Usra non si occupa, per la missione e le competenze che lo Stato ha assegnato a un ufficio nato con il terremoto di 13 anni fa, soltanto di ricostruzione materiale: nella sua ragion d’essere c’è anche lo sviluppo sociale e il recupero della qualità della vita della comunità, per questo, come spiega Provenzano, si punta anche ad altri innumerevoli progetti, come il piano ‘Ecosistema dell’innovazione’ che vede insieme università dell’Aquila e Gran Sasso science institute per il quale l’Usra è stazione appaltante. Oppure come i progetti del ‘piano nazionale complementare’ che prevede, nel suo contesto, anche la creazione di comunità energetiche il cui bando, in scadenza il 31 ottobre, è stato in realtà posticipato alla fine di novembre. “Il Pnc è un processo al quale diamo molta valenza – spiega Provenzano – perché costituisce una ‘ricucitura tra la ricostruzione pubblica e una città che guarda al futuro: come la riqualificazione di alcuni sentier e cammini del territorio, perché riteniamo che la rinascita materiale della città passi anche per il recupero di aspetti soltanto apparentemente collaterali ma altrettanto fondamentali per la tenuta sociale del territorio”. Per quanto riguarda la creazione di comunità energetiche, l’Usra sta dando il proprio contributo al Comune dell’Aquila e anche al suo comprensorio e al territorio colpito dal sisma del Centro Italia, per la creazione delle comunità energetiche sostenibili.  

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