L’AQUILA – Si è tenuto questo pomeriggio a L’Aquila, presso la libreria Colacchi, un confronto serrato e privo di sconti sull’ultima opera di Ottorino Cappelli, «Trump e la rivoluzione americana». I relatori non hanno risparmiato critiche durissime, delineando uno scenario inquietante sui rischi che gravano oggi sulla tenuta democratica dell’Occidente.
La tesi centrale emersa dal dibattito scuote le certezze sul futuro degli Stati Uniti: i recenti problemi di consenso che sembrano colpire il magnate non porterebbero a una moderazione, ma potrebbero spingere verso una pericolosa stretta autoritaria. Secondo l’analisi discussa dall’autore con Goffredo Palmerini, Carlo Fonzi ed Enrico Botta, il rischio è che lo «strappo» istituzionale diventi lo strumento necessario per compensare le fragilità elettorali e mantenere il potere.
Un monito che invita a guardare con estrema attenzione ai segnali di deriva autoritaria, interrogandosi su dove stia realmente portando questa «rivoluzione» che minaccia di scardinare l’equilibrio delle democrazie occidentali.







