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Chiude un’altra attività in centro storico

l’aquila dall’alto

La lettera di una commerciante che lascia il centro storico

L’AQUILA – Una riflessione su L’Aquila e sul centro storico. A farla, una commerciante (l’ennesima) che ha deciso di chiudere la sua attività, una lavanderia, aperta sei anni fa, alla Villa Comunale.

“Quello che vorrei dire a questa città è questo: io vengo da fuori – esordisce la commerciante, – sono arrivata nel 2016, e ho visto passi da gigante nella ricostruzione materiale. Proprio per questo , ho creduto nel progetto di rinascita e ho scelto di investire personalmente, senza aderire a bandi, nel centro storico, che trovo bellissimo.”

Una scelta mirata; il centro storico, pur se ancora in ricostruzione, per lei rappresenta il cuore dell’Aquila. Ma, “Manca la gente”, dice.

“I residenti, quelli che vivono e lavorano quotidianamente nella città, sono quasi del tutto assenti. Una lavanderia come la mia è un’attività di prossimità, fatta per chi abita o lavora in città, non per i turisti. E io non vivo di turismo. Conosco il centro da residente, e vedo con chiarezza quello che ancora manca per farlo davvero vivere.”

E ancora “Quando i portici erano un luogo d’incontro spontaneo, quando lo ‘struscio’ e lo shopping animavano le strade a ogni ora del giorno, chi pensate che fosse a creare quella vivacità di cui tutti parlano con nostalgia? I politici, i turisti? No, erano gli aquilani. L’Aquila può vivere solo attraverso i suoi abitanti, tutti! L’Aquila per L’Aquila!”

“Quello che manca davvero è la volontà degli aquilani di riappropriarsi della propria città. Mancano l’anima e il cuore, che vanno oltre i problemi di parcheggio o tutti gli altri ben noti ai più. Se non si capisce in tempo – conclude, – ci si avvierà verso una nuova morte, più lenta del terremoto, inesorabile.”