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Carcere di Sulmona, Nardella: “Caldo e docce guaste, situazione critica”

Carcere di Sulmona, Nardella: “Caldo e docce guaste, situazione critica”
Caldo intenso e docce non funzionanti nel carcere di Sulmona starebbero creando una situazione critica per detenuti e personale

Caldo intenso e docce non funzionanti nel nuovo padiglione del carcere di Sulmona starebbero creando una situazione critica per detenuti e personale. A denunciarlo è Mauro Nardella, segretario nazionale Cnpp-Spp.

Secondo Nardella, le notizie arrivate dal penitenziario di via Lamaccio descriverebbero una condizione particolarmente difficile, aggravata dalle temperature elevate di questi giorni.

“Se fossero vere, e non avremmo dubbi vista la serietà delle fonti dalle quali abbiamo appreso il tutto, il caldo record di questi giorni verrà ricordato dai detenuti e dal personale di stanza al penitenziario di via Lamaccio come il peggiore che si sia mai vissuto dal momento della sua apertura”, afferma.

Il segretario nazionale Cnpp-Spp richiama le caratteristiche della struttura, fatta di ferro e cemento, materiali che, sostiene, amplificherebbero gli effetti del caldo.

Al momento, precisa Nardella, non si avrebbero notizie di malori legati alle alte temperature, ma lo stress causato dal caldo starebbe rendendo critica la vita all’interno dell’istituto.

La situazione sarebbe relativamente migliore soltanto nel nuovo padiglione, che però, secondo quanto riferito dal sindacato, da circa 20 giorni farebbe i conti con docce non funzionanti e con un impianto fotovoltaico che non sarebbe mai entrato in funzione.

Il problema delle docce starebbe costringendo il personale a gestire gli spostamenti dei detenuti verso altri reparti per consentire loro di lavarsi, con un notevole dispendio operativo.

“La doccia non serve solo per ristorarsi dal caldo infernale ma per garantire igiene e salubrità in un contesto dove forzata risulta essere la promiscuità”, sottolinea Nardella.

Il segretario nazionale esprime vicinanza al personale, “costretto, anch’esso, come lo sono i detenuti, a vivere in condizioni ambientali insopportabili”.

Nardella rivolge inoltre un riconoscimento alla Direzione e alla catena di comando, sostenendo che, da quanto risulta al sindacato, starebbero facendo il possibile per rendere meno drammatica la situazione.

“Siamo disponibili per sostenerli in qualsiasi cosa ritengano sia necessario fare pur di dirimere e presto la questione”, aggiunge.

Per il Cnpp-Spp, tuttavia, servirebbe un intervento della politica e degli uffici dipartimentali per far cessare rapidamente la situazione. Nardella invoca anche, qualora possibile, il coinvolgimento degli organi deputati alle emergenze.

“Quello che chiediamo altro non è che si eviti che qualcuno ne possa rispondere e non solo dal punto di vista sanitario”, conclude.