L’AQUILA – Il Governo, in questi giorni, deciderà la sorte di 1800 lavoratori di cui 100 dell’Aquila, sino ad oggi impiegati nel Call Center Tecnocall, a servizio degli utenti del mercato di maggior tutela. A riportare la notizia è un comunicato congiunto dei sindacati Cgil, Cisl, Uil dell’Aquila.
“Come OO.SS. abbiamo chiesto ed ottenuto un valido AIUTO dalla politica aquilana tanto da aver avuto l’inserimento della clausola sociale nell’articolo 36 ter al decreto-legge 4 maggio 2023, convertito dalla legge 85 del 3 luglio 2023. Una norma di dignità che prevede l’inserimento del principio che “i lavoratori seguono il lavoro”.
La settimana scorsa, l’Autorità per l’energia elettrica nazionale ha provveduto a richiedere alle Aziende esercenti la maggior tutela, informazioni per attuare la cosiddetta Clausola Sociale.
“Cosa accade oggi? Qualcosa ci sfugge. Una parte di parlamentari della maggioranza di questo governo fanno approvare l’emendamento a tutela del lavoro, mentre allo stesso tempo dalla stessa maggioranza vengono presentati emendamenti dal carattere esattamente opposto. A quale drammatico gioco si sta giocando? 100 lavoratrici e lavoratori di questa terra rischiano di rinforzare le file dell’ampio e drammatico conto dei disoccupati. Non se lo possono permettere le lavoratrici ed i lavoratori, non possono permetterselo le loro famiglie e non può permetterselo la città”, così si legge nel comunicato.
E continua: “Abbiamo bisogno tutte e tutti insieme, ognuno per il proprio ruolo, di responsabilità, di scongiurare le nefaste sorti che potrebbero presentarsi qualora non si garantisca la necessaria tutela”.
I sindacati concludono e chiedono: “Per tali motivi le scriventi OO.SS, sollecitano un incontro in Prefettura, già richiesto da tempo, alla presenza delle Istituzioni e dei Parlamentari abruzzesi, per scongiurare la possibile abrogazione dell’articolo 36 ter. In mancanza di riscontro troveremo il modo di farci ascoltare”.









