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ARAL Abruzzo, Cgil Cisl e Uil: “Chiarezza subito su lavoro e tutele”

ARAL Abruzzo, Cgil Cisl e Uil: “Chiarezza subito su lavoro e tutele”
Cgil, Cisl e Uil Funzione Pubblica chiedono chiarezza, non rassicurazioni generiche, sul percorso che ha portato alla nascita dell’Agenzia regionale Abruzzo Lavoro (ARAL).

Cgil, Cisl e Uil Funzione Pubblica chiedono chiarezza, non rassicurazioni generiche, sul percorso che ha portato alla nascita dell’Agenzia regionale Abruzzo Lavoro (ARAL). A intervenire sono Luca Fusari, Vincenzo Mennucci e Alfiero Di Giammartino, rispettivamente segretari generali di Fp Cgil Abruzzo Molise, Cisl Fp Abruzzo Molise e coordinatore regionale Uil Fpl Abruzzo.

Secondo i sindacati, la versione fornita dall’assessore regionale al Lavoro, Tiziana Magnacca, non rispecchia la realtà dei fatti e non tiene conto delle criticità emerse nel confronto con le organizzazioni dei lavoratori.

Confronto sindacale giudicato insufficiente

“Il confronto richiamato dall’assessore non può essere considerato né compiuto né soddisfacente”, sottolineano i rappresentanti sindacali, soprattutto alla luce degli emendamenti approvati in Consiglio regionale che hanno modificato in modo sostanziale l’impianto originario della legge.

Secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, tali modifiche incidono direttamente sulle condizioni di lavoro, sulle prospettive professionali e sulle tutele del personale coinvolto, e sono state introdotte senza un reale e preventivo confronto sindacale. Una scelta che ha alimentato preoccupazioni e incertezze tra lavoratrici e lavoratori.

Emendamenti e diritti dei lavoratori

I sindacalisti ricordano che gli impegni assunti dalla Giunta regionale erano chiari: garantire a tutto il personale interessato dall’istituzione dell’ARAL il diritto di scegliere tra il transito nella nuova Agenzia o la permanenza in Regione.

“Non bastano rassicurazioni generiche sul mantenimento del contratto regionale o su futuri margini di miglioramento demandati alla contrattazione decentrata”, ribadiscono Fusari, Mennucci e Di Giammartino. “Servono garanzie chiare, scritte e verificabili, a partire dalla piena salvaguardia dei trattamenti normativi ed economici e da una definizione trasparente dell’organizzazione del lavoro nella nuova Agenzia”.

Un’organizzazione che, secondo i sindacati, non può essere decisa attraverso emendamenti approvati in aula, in contrasto con gli accordi già intercorsi con le organizzazioni sindacali.

Assemblea e mobilitazione dei Centri per l’Impiego

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl giudicano inoltre strumentale il richiamo ad altre vertenze occupazionali, come quella del settore automotive. La tutela dei lavoratori pubblici e le rivendicazioni del settore privato, spiegano, non sono in contraddizione ma procedono insieme, perché la qualità dei servizi ai cittadini passa dal rispetto del lavoro e delle professionalità.

Da qui l’invito all’assessore Magnacca a concentrarsi sulle soluzioni alle crisi occupazionali, evitando contrasti strumentali o indicazioni su come gestire le assemblee del personale. L’assemblea dell’8 gennaio, avvertono i sindacati, non può ridursi a un appuntamento meramente informativo, ma deve segnare l’avvio di una mobilitazione dei lavoratori dei Centri per l’Impiego per ripristinare il tenore originario della legge e restituire certezze al personale coinvolto.