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Ance Abruzzo, al via “I costruttori oltre il costruire”: edilizia, cultura e sociale

Ance Abruzzo, al via “I costruttori oltre il costruire”: edilizia, cultura e sociale
A Villa Vomano il primo appuntamento del ciclo promosso da Ance Abruzzo. Al centro il ruolo dell’edilizia come strumento di rigenerazione culturale, sociale ed economica dei territori.

VILLA VOMANO – Trasformare il cantiere da luogo esclusivamente tecnico a spazio culturale capace di generare identità, memoria e partecipazione. È questa la visione al centro del primo appuntamento di “I costruttori oltre il costruire”, il ciclo di incontri promosso da Ance Abruzzo in collaborazione con Ance Teramo e ospitato nella cornice di Corte dei Tini, a Villa Vomano.

L’iniziativa, ideata dal presidente di Ance Abruzzo Enrico Ricci insieme alle associazioni territoriali Ance L’Aquila, Ance Chieti-Pescara e Ance Teramo, rappresenta l’avvio di un percorso che nei prossimi mesi coinvolgerà tutte le province abruzzesi.

“Il cantiere – ha spiegato Ricci – deve essere concepito come un luogo culturale capace di generare significati oltre che realizzazioni. In questa visione costruire non è soltanto un atto produttivo, ma un gesto che incide sull’identità dei territori, sulla memoria collettiva e sul modo in cui le persone vivono e interpretano gli spazi”.

Il confronto tra istituzioni, tecnici e mondo delle costruzioni

Il convegno si è aperto con la presentazione del libro “Fuori dalle emergenze” di Erasmo D’Angelis e Mauro Grassi e ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni e del settore delle costruzioni.

Tra gli intervenuti Enrico Ricci, presidente di Ance Abruzzo, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli e il presidente di Ance Teramo Ezio Iervelli, che ha portato il saluto introduttivo. A moderare l’incontro è stata Paola Pierotti di PPAN.

Ampio spazio è stato dedicato al tema della prevenzione e della sicurezza del territorio nel corso della tavola rotonda che ha coinvolto Luigi Ferrara, capo dipartimento Casa Italia, Enrico Bianchi dell’Usrc, Gianluca Loffredo, sub commissario per il sisma 2016, Flavio Monosilio, direttore Affari economici e Centro studi Ance, Paolo Testaguzza, responsabile Anas Abruzzo e Molise, e Vincenzo Rivera, direttore generale della Regione Abruzzo.

Le conclusioni sono state affidate al neo presidente nazionale di Ance, Antonio Ciucci.

Il cantiere come laboratorio culturale

Secondo Ricci, il percorso avviato da Ance Abruzzo punta a costruire un dialogo stabile tra il mondo dell’edilizia e quello delle arti, dell’architettura, della storia e delle scienze sociali.

“Ogni intervento sul territorio è anche un atto narrativo”, ha sottolineato il presidente di Ance Abruzzo, evidenziando come mostre, convegni, installazioni e percorsi partecipativi possano diventare strumenti per raccontare il costruire come fenomeno culturale e sociale.

In questa prospettiva il cantiere assume una nuova funzione, trasformandosi in un laboratorio aperto nel quale competenze tecniche e sensibilità culturali si incontrano per favorire il confronto tra cittadini, professionisti e istituzioni.

“Il sistema Ance Abruzzo si propone come promotore di una nuova consapevolezza – ha concluso Ricci – che riconosce nelle costruzioni non soltanto una leva economica o infrastrutturale, ma un vero agente culturale, capace di influenzare il paesaggio, l’immaginario collettivo e i processi di inclusione, rigenerazione e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale”.