Azione scrive ai sindaci abruzzesi contro l’introduzione del collegio unico regionale nella nuova legge elettorale e annuncia incontri pubblici nei Comuni per discutere gli effetti della riforma sulla rappresentanza dei territori.
A firmare la lettera sono il deputato e segretario regionale Giulio Sottanelli e il capogruppo in Consiglio regionale Enio Pavone. Al centro della contestazione c’è la proposta di riforma promossa dal presidente Marco Marsilio, che prevede il superamento delle attuali quattro circoscrizioni provinciali e l’introduzione di un unico collegio regionale.
“Per noi il principio che ogni territorio abruzzese abbia i propri rappresentanti è irrinunciabile”, afferma Sottanelli, secondo il quale il nuovo sistema rischierebbe di penalizzare in particolare i piccoli e medi Comuni e le aree interne.
“Oggi ogni provincia ha un numero certo di consiglieri, calcolato sulla popolazione, e ogni sindaco sa quanti eletti esprime il suo territorio e a chi rivolgersi. Con il collegio unico questa garanzia sparisce”, sostiene il segretario regionale di Azione.
La contrarietà del partito alla riforma era già stata espressa nelle scorse settimane, anche attraverso emendamenti presentati in Consiglio regionale. Azione ha inoltre dichiarato la propria opposizione al principio del collegio unico anche rispetto alle proposte depositate da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.
Pavone concentra invece l’attenzione sulle conseguenze per gli amministratori locali che intendano candidarsi alle elezioni regionali.
“Oggi un sindaco di un piccolo Comune costruisce il consenso nella propria provincia e può ambire a rappresentare il territorio che conosce. Con il collegio unico dovrebbe farsi conoscere da Martinsicuro a San Salvo lungo la costa e poi risalire l’Appennino fino a Oricola”, afferma.
Azione annuncia inoltre una proposta di modifica alla disciplina che riguarda la candidatura dei sindaci al Consiglio regionale, contestando l’obbligo di dimissioni preventive previsto nei casi disciplinati dalla normativa vigente.
Sottanelli e Pavone si dicono disponibili, insieme ai dirigenti del partito, a organizzare incontri nei Comuni con sindaci, cittadini e consiglieri comunali di ogni schieramento.
Gli amministratori saranno inoltre invitati ad assistere alla seduta del Consiglio regionale nella quale la riforma arriverà al voto, una volta definita la data dalla Conferenza dei capigruppo.
“Su una materia che riguarda la rappresentanza di tutti i territori la contrarietà non può restare chiusa nel perimetro di un singolo partito”, concludono Sottanelli e Pavone.
L’obiettivo dichiarato è aprire il confronto anche con esponenti di maggioranza e opposizione contrari al collegio unico, portando la discussione direttamente nei territori.







