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Biondi: “La libertà è responsabilità, memoria viva per L’Aquila Capitale della Cultura”

Biondi: “La libertà è responsabilità, memoria viva per L’Aquila Capitale della Cultura”
Il messaggio del sindaco Biondi sul 25 aprile tra memoria, cultura e responsabilità civile all’Aquila.

Il 25 aprile come momento di memoria e responsabilità condivisa. È il senso del messaggio diffuso dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi in occasione dell’anniversario della Liberazione, nell’anno in cui la città è Capitale italiana della Cultura.

Nel suo intervento, Biondi richiama il valore della ricorrenza come patrimonio comune:

“Il 25 aprile appartiene a tutti coloro che riconoscono nella libertà, nella democrazia, nella dignità della persona e nel rifiuto di ogni sopraffazione i cardini della nostra convivenza nazionale”.

Il sindaco sottolinea come questa data segni “uno dei passaggi decisivi della propria storia”, quando “dalle macerie della guerra e dell’oppressione, prese forma il cammino verso l’Italia repubblicana e democratica”.

Il significato per L’Aquila

Nel messaggio, il primo cittadino evidenzia il legame tra la ricorrenza e l’identità della città:
“Per una città come L’Aquila, questa ricorrenza non può essere soltanto un esercizio di memoria formale. Deve essere un’assunzione di responsabilità”.

E aggiunge: “La libertà non si eredita una volta per tutte: si comprende, si custodisce, si rinnova”.

Il riferimento è alla necessità di mantenere viva la memoria come elemento attivo, capace di orientare il presente e il futuro della comunità.

Il progetto culturale e la memoria civile

Biondi collega il tema della memoria alle iniziative promosse nel contesto della Capitale italiana della Cultura. In particolare, ricorda la richiesta rivolta all’Accademia di Belle Arti di realizzare un’opera dedicata ai Nove Martiri aquilani e alle vittime delle stragi di Onna e Filetto.

“Non un semplice omaggio celebrativo, ma un gesto civile e culturale capace di parlare al presente, di coinvolgere le nuove generazioni, di rendere la memoria visibile e condivisa”, afferma.

Nel passaggio centrale del messaggio, il sindaco precisa: “La memoria, infatti, non può limitarsi a ricordare, ma deve poter esprimere una funzione educativa ed essere costruttrice di coscienza”.

I riferimenti storici

Nel testo vengono richiamati i principali episodi della memoria cittadina legati alla Seconda guerra mondiale.

“I Nove Martiri, giovani aquilani uccisi dai nazifascisti nel 1943, rappresentano una pagina fondativa della nostra identità civica”, scrive Biondi.

A questi si aggiungono “le vittime innocenti delle stragi di Filetto e Onna, consumate nel giugno del 1944 ad opera delle truppe tedesche di occupazione”.

Il sindaco definisce questi eventi come testimonianze di un costo umano elevato: “La libertà ha avuto un prezzo umano altissimo, pagato spesso dai ragazzi, dalle loro famiglie, da civili inermi”.

Cultura e trasmissione della memoria

Nel messaggio emerge il ruolo della cultura come strumento di trasmissione:

“Per noi la cultura è lo strumento giusto. Non per sovrapporre estetica e dolore, ma per dare alla memoria una forma capace di durare nel tempo”.

Biondi evidenzia anche il limite delle forme tradizionali di commemorazione: monumenti e intitolazioni non riescono sempre a coinvolgere le nuove generazioni. Da qui la necessità di nuove modalità di racconto e partecipazione.

Il programma amministrativo e le iniziative

Il sindaco richiama un passaggio del programma elettorale 2022-2027, nel quale era prevista “la riappropriazione vivificante della memoria collettiva” legata ai Nove Martiri.

Da quell’impostazione è nato il sostegno del Comune allo spettacolo “Processo per i Nove Martiri aquilani”, prodotto dal TSA e tratto dal libro di Walter Cavalieri, andato in scena il 13 luglio 2023 nell’ambito dei Cantieri dell’Immaginario, con una versione dedicata anche alle scuole.

Il 25 aprile come impegno

Nella parte finale del messaggio, Biondi definisce il significato attuale della ricorrenza:

“Celebrare il 25 aprile significa non ridurre la memoria a rito stanco, non consegnarla alla polemica, non impoverirla in chiave ideologica”.

E ancora: “Significa riconoscere che vi sono momenti della storia nazionale che devono unire, non dividere”.

Il riferimento è anche alla responsabilità verso le nuove generazioni:

“Nel 25 aprile ritroviamo non una liturgia, ma un impegno. Quello di trasmettere ai più giovani il senso della libertà come bene esigente”.

La città e la memoria

Il messaggio si chiude con un richiamo alla storia recente dell’Aquila:

“L’Aquila conosce il dolore, ma conosce anche la forza della ricostruzione morale e civile. È una città che sa cosa significhi tenere insieme ferita e futuro”.

Il ricordo dei Nove Martiri e delle stragi di Onna e Filetto viene indicato come parte della responsabilità presente della comunità.