L’AQUILA – Entro pochi giorni il presidente della Gran Sasso acqua Alessandro Piccinini porterà davanti alla Giunta comunale la richiesta di modificare l’approccio metodologico della realizzazione dei sottoservizi dell’Aquila, per fornire una soluzione all’impasse degli interventi e sbloccare i procedimenti attuativi dei cinque lotti del secondo stralcio. Il presidente Piccinini lo ha detto ieri a Laquiablog, ricordando le problematiche già evidenziate dalla Gsa nel corso dell’ultima commissione di Garanzia e controllo convocata a fine 2021 (quasi un anno fa). “Va fatta una riflessione sulla situazione attuale – dice Piccinini – e se non verranno individuate soluzioni percorribili, l’opera va ridimensionata”.
E intanto è stata convocata per venerdì 30 settembre alle 11 a Villa Gioia, su disposizone del presidente del Consiglio comunale Roberto Santangelo, la conferenza dei capigruppo: tra i punti all’ordine del giorno il più rilevante è proprio quello sulla rete dei sottoservizi, proposto dal consigliere Paolo Romano. Ai lavori sono invitati, oltre al presidente della Gsa Piccinini, anche il dirigente Mario Di Gregorio, l’assessore alle Opere pubbliche Vito Colonna, il vicesindaco Daniele Raffaele e i dirigenti dei settori di riferimento Mauro Bellucci e Vincenzo Tarquini. Nella richiesta inoltrata da Romano a Santangelo il 12 settembre, sono allegati anche la relazione sui sottoservizi redatta e approvata in V commissione nella passata consiliatura. “Il risultato – si legge nella richiesta di conferenza dei capigruppo – fu il frutto di un’ampia concertazione a partire dai vertici Gsa. La preoccupazione, ora come allora, risiede nella criticità delle riserve richieste dalle ditte e nella stasi ormai cronica sul secondo stralcio dei sottoservizi, che impone riflessioni celeri, decisioni chiare, serie, non più procastinabili”. La capigruppo è, naturalmente, propedeutica all’organizzazione di un’apposita seduta del Consiglio comunale. Seduta che si sarebbe dovuta tenere molto prima delle amministrative di giugno, ma mai convocata.
Tornando un punto addietro, la Gran Sasso acqua è l’ente che venne individuato dall’ex amministrazione di centrosinistra come attuatore di una delle più grandi, innovative e tecnologicamente avanzate opere post-sisma dell’Aquila (80 milioni di fondi pubblici), lo cosiddetto ‘smart tunnel’ o tunnel intelligente, che riorganizza e rinnova la rete dell’energia elettrica, telefonica e la fibra ottica, presentato in pompa magna in un vernissage nella sede di via Ettore Moschino ormai sette anni fa, definito dai progettisti un modello da esportare, “più unico che raro”, corteggiato persino dai giapponesi (la multinazionale Sumitomo) che nel 2019 scelsero il capoluogo abruzzese grazie alla presenza dello smart tunnel dei sottoservizi per attuare e sperimentare la fibra ottica super veloce. Progetto enorme, quello del tunnel intelligente, ispezionabile in alcuni tratti rimanendo in piedi, che ha vissuto però infinite vicissitudini più volte approfondite dal nostro giornale, tra cui decine di interferenze con ritrovamenti archeologici, ma anche con i cantieri della ricostruzione; o difficoltà a procedere, al contrario, a causa di ricostruzioni post-sisma già avvenute. O, ancora, interferenze con altri cavi preesistenti (Enel e Telecom): tutte situazioni che erano state previste e immaginate e che si sarebbero potute superare con un tavolo di lavoro attorno al quale far sedere, puntualmente e con determinazione, oltre ai tecnici di Gsa, anche imprese, soprintendenza, soggetti erogatori dei servizi e commercianti quando coinvolti.
L’opera, come si sa, è stata suddivisa in due stralci: il primo da oltre 37 milioni di euro, realizzato dal raggruppamento d’imprese ‘Asse centrale scarl’ è (quasi) finito, del secondo (circa 42,5 milioni) ‘non v’è certezza’. Per superare il blocco davanti al quale si trova la mega opera che avrebbe dovuto proiettare L’Aquila tra le città con i sottoservizi più evoluti d’Italia e d’Europa, Piccinini passa la palla all’amministrazione comunale, chiamata comunque a decidere sul proseguo del progetto.
“Abbiamo esposto al Comune le difficoltà a procedere con parcellizzazioni dei lavori così asfissianti per la realizzazione dei lotti del secondo stralcio, come quelle che ci vengono imposte – spiega Piccinini -. Nella commissione Garanzia e controllo (dicembre 2021, ndr) abbiamo fatto capire le problematiche insormontabili e da allora la situazione si è ulteriormente aggravata per l’aumento dei costi dei materiali, i quadri economici dei lotti non sono più adeguati rispetto alla cantierizzazione che ci viene chiesta. Abbiamo lavorato in sinergia con i progettisti e le imprese – aggiunge – e abbiamo compreso che i vari lotti vanno affrontati in modo disomogeneo: ogni lotto ha una sua problematica. Abbiamo così deciso che porteremo, di qui in avanti, al Comune dei progetti in variante per fornire una soluzione definitiva per procedere con l’opera. Oltre che chiedere un finanziamento ulteriore per poter realizzare il terzo stralcio indispensabile per il raccordo delle acque e delle acque scure”.
Quanto allo stato dell’arte dei lavori, Piccinini precisa che s’intende ripartire dal secondo lotto, l’unico del secondo stralcio, “che ha subìto in questi mesi blocchi da parte della sovrintendenza per alcuni ritrovamenti e lungaggini burocratiche che proveremo a superare. L’intento della Gsa è di presentare un progetto in variante che dovrà avere un passaggio in Giunta. Se l’amministrazione condividerà l’approccio metodologico adottato potremo rimodulare le soluzioni individuate per velocizzare il completamento degli altri lotti”.









