L’Aquila, gli snodi del prossimo Consiglio: il dossier sottoservizi

di Alessio Ludovici | 01 Luglio 2022 @ 06:01 | POLITICA
sottoservizi
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L’AQUILA – Tra le cose più spinose su cui dovranno cimentarsi il prossimo consiglio comunale e la prossima giunta ci sono certamente i sottoservizi. A cavallo tra il 2021 e il 2022 la questione è tornata negli uffici del consiglio, approdando infine in una V commissione di dicembre che cercava di fare chiarezza sulla vicenda. 

Tutto era partito da un’accorata lettera inviata da Gsa al Comune dell’Aquila in cui si paventava il rischio di non riuscire a proseguire l’opera per tutta una serie di motivi spesso connessi tra di loro, costi, interferenze, un centro ormai riabitato. Tra le varie ipotesi emerse  in quei mesi ci fu quella di abbandonare il tunnel e finire l’opera, ancora quattro lotti del secondo stralcio da realizzare, con le sole polifore con una sensibile riduzione di costi e disagi ma anche rinunciando a un’opera avveniristica e con il possibile grande contenzioso degli appalti già assegnati.

In quella V commissione di garanzia e controllo si arrivò infine a tracciare una strada, per quanto stretta, per andare avanti, anche grazie ad una corposa relazione che trovò ampia condivisione tra tutte le forze politiche e anche tra i portatori di interesse, Gsa in primis.

Alla relazione si arrivò dopo una serie di audizioni in commissione, andate avanti nei mesi precedenti, sempre a seguito della relazione della stessa Gran Sasso Acqua, stazione appaltante dei sottoservizi. 

In dettaglio, tra le problematiche emerse, si trovavano i rinvenimenti archeologici, le interferenze e i by-pass degli enti gestori: sempre più difficili e costosi, gli edifici non adeguatamente messi in sicurezza insistenti sui tratti oggetto di cantierizzazione,  il disagio arrecato alla cittadinanza ormai rientrata in città, i pareri per i nuovi allacci del gas, la grande questione dell’hub del gas di viale della Croce Rossa che alimenta gran parte della città con la relativa variante proposta da 2iRete Gas.  

La commissione, tra le altre cose proponeva una nuova convenzione tra comune e Gsa, di istituire una vera e propria  Struttura di Missione per i Sottoservizi soprattutto per velocizzare pareri e nulla osta vari. Inoltre si puntava ad ottenere maggiori risorse alla Struttura di missione del 2009, per far fronte alle criticità emerse. Si proponeva inoltre di mettere mano alla questione delle tempistiche, 18 mesi dall’inizio del cantiere, totalmente illusorie secondo le ditte che hanno vinto l’appalto e infine di proporre un terzo stralcio di opere per le frazioni. Tra le questioni da affrontare, infine, quelle della gestione dell’opera: la struttura del primo stralcio ha prodotto circa 438mila euro di costi annui, emerse in sede di V commissione. Si sarebbe dovuto esprimere in merito il consiglio comunale che non fu mai convocato.

A complicare la faccenda è arrivata anche la vicenda dell’Anac che  ha visto coinvolto il presidente di Gsa, Alessandro Piccinini, un presunto caso di incoercibilità dello stesso. I trentadue consiglieri comunali eletti avranno proprio i sottoservizi tra le prime gatte da pelare. 


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