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Nati tra le macerie del 2009, oggi salvano vite in montagna: i droni dei Vigili del fuoco a Campo Imperatore

Nati tra le macerie del 2009, oggi salvano vite in montagna: i droni dei Vigili del fuoco a Campo Imperatore
L’iniziativa segna l’avvio di un’attività operativa d’avanguardia che vedrà l’impiego costante di droni per la sorveglianza e il soccorso tecnico urgente nel comprensorio sciistico di Campo Imperatore

L’AQUILA – Si è tenuta questa mattina a L’Aquila, presso Palazzo Margherita, la conferenza stampa di presentazione del progetto pilota coordinato dal Nucleo SAPR (Sistemi di Aeromobili a Pilotaggio Remoto) del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco. L’iniziativa segna l’avvio di un’attività operativa d’avanguardia che vedrà l’impiego costante di droni per la sorveglianza e il soccorso tecnico urgente nel comprensorio sciistico di Campo Imperatore fino al termine della stagione 2026.

L’obiettivo è rafforzare le capacità di intervento in montagna grazie all’integrazione tra le competenze specialistiche dei Vigili del fuoco e il supporto delle istituzioni locali. I droni consentiranno infatti di ridurre sensibilmente i tempi di risposta nelle emergenze in quota, offrendo strumenti tecnologici utili sia per il monitoraggio del rischio valanghe sia per la ricerca di persone disperse.

Un sistema che, proprio nei giorni scorsi, ha già dimostrato la sua efficacia: grazie all’impiego di un drone dei Vigili del fuoco è stato individuato un alpinista in difficoltà sul Gran Sasso, permettendo di accelerare le operazioni di soccorso.

Il Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha sottolineato come l’utilizzo di questa innovazione, una volta conclusa la fase di sperimentazione, potrà rispondere alle molteplici esigenze di un territorio caratterizzato da una pluralità di possibili emergenze. Il primo cittadino ha inoltre ringraziato il Corpo dei Vigili del fuoco che, ha dichiarato, “come al solito dimostrano non solo coraggio e ardimento ma anche grande capacità tecnica e professionale”, evidenziando l’importanza di una presenza sempre più qualificata nella provincia e in tutta Italia.

“È inoltre motivo di soddisfazione che L’Aquila sia ancora una volta scelta come luogo di riferimento per il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco – ha aggiunto il sindaco – dopo il giuramento del 99° corso celebrato in città e soprattutto in vista del progetto di grande rilievo della Scuola nazionale di formazione, per la cui realizzazione stanno per avviarsi i lavori. Un segnale ulteriore del forte legame tra la nostra città e il Corpo, che continua a rafforzarsi nel tempo”.

Il Direttore regionale dei Vigili del fuoco, Gennaro Tornatore, ha ricordato come questo progetto rappresenti in qualche modo un ritorno alle origini. L’utilizzo dei droni nel Corpo, infatti, è nato proprio dopo il terremoto del 2009 all’Aquila, quando – grazie anche alla passione e all’intuizione di un vigile del fuoco – si iniziò a sperimentare l’impiego di questi strumenti nelle operazioni di emergenza e di monitoraggio delle aree colpite dal sisma.

Da quell’esperienza è iniziato un percorso che ha portato i droni dei Vigili del fuoco a essere impiegati in numerosi scenari operativi in tutta Italia. Dal 2016 a oggi sono state effettuate oltre 17.000 ore di volo per attività di soccorso, monitoraggio e ricerca di dispersi, di cui circa 2.000 nella sola regione Abruzzo. Non a caso la prima scuola nazionale per formatori SAPR ha sede nel comune di Fossa, nel territorio aquilano.

“Questo progetto sperimentale non poteva che nascere in questo territorio, con cui i Vigili del fuoco sono profondamente legati”, ha spiegato Tornatore.

Soddisfazione è stata espressa anche da Gianluca Museo, amministratore unico del Centro Turistico del Gran Sasso, che ha rimarcato l’obiettivo di rafforzare l’immagine della stazione sciistica anche sul piano della sicurezza. Grazie alla sinergia tra Vigili del fuoco e forze dell’ordine, ha affermato, “Campo Imperatore è una stazione sempre più sicura”.

Infine Elsa Olivieri, direttore dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ha ricordato la collaborazione consolidata con il Corpo, attiva sin dalle operazioni di monitoraggio delle aree del parco colpite dagli incendi boschivi del 2017. Un rapporto che trova continuità anche in questo progetto, pienamente in linea con gli obiettivi dell’Ente: “garantire la sicurezza di un territorio altamente antropizzato, tutelando al contempo la flora e la fauna del parco”.