L’AQUILA – La discussione è tecnica, ma le conseguenze riguardano tutti: dai rapporti tra i poteri dello Stato alla tutela dei diritti. È questo il quadro in cui si è svolta all’Aquila la conferenza stampa “Le ragioni del No al referendum”, al Palazzetto dei Nobili, con la partecipazione di Rosy Bindi e di Maura Manzi, giudice civile all’Aquila e componente del comitato “Giusto dire No”.
A una domanda sull’andamento dei consensi, Bindi ha risposto collegando la crescita del No alla campagna informativa. “È salita da quando abbiamo iniziato a spiegare agli italiani e agli italiani qual è la posta in gioco”, ha detto.
La critica sulla data: “forzatura”
Nel suo intervento ha contestato anche la scelta della data. “È evidente che il governo ha fatto una forzatura a stabilire la data prima che fosse terminata la raccolta delle firme”, ha aggiunto, sostenendo che l’impegno dei comitati e delle forze politiche stia contribuendo a far percepire la rilevanza del passaggio. “Il grande impegno che ci stiamo aumentando come comitati e anche come forze politiche ci consente di far capire che questo è un momento molto importante della vita del nostro Paese”. Il punto, secondo Bindi, è la separazione dei poteri. “Si sta intaccando un principio fondamentale della nostra Costituzione che è quello della separazione dei poteri”, ha spiegato.
Csm e autonomia della magistratura
Bindi è entrata nel merito delle modifiche prospettate. “Questa riforma, di fatto modificando profondamente il Consiglio Superiore della Magistratura, va a intaccare il principio fondamentale dell’autonomia e dell’indipendenza dei magistrati”. Da qui il collegamento con il controllo sull’esercizio del potere. “Quando il giudice che la nostra Costituzione prevede sottoposto solo alla legge non è autonomo e indipendente, non è in grado di controllare l’esercizio del potere e dei poteri”, ha osservato, richiamando il quadro di regole che vincolano anche la maggioranza politica. “Anche in democrazia e soprattutto in democrazia chi ha il potere lo deve esercitare secondo la legge, secondo la Costituzione, secondo l’ordinamento internazionale”.
Quindi un richiamo al ruolo di garanzia della magistratura e all’impatto per i cittadini. “Con questa riforma i magistrati saranno meno autonomi e meno indipendenti” nel “difendere i diritti e la libertà dei cittadini”, ha detto.
La tappa Anpi L’Aquila per il tesseramento 2026
La presenza di Bindi in città si inserisce anche nelle iniziative di Anpi L’Aquila per il tesseramento 2026. In un testo di presentazione dell’associazione si richiama l’importanza dell’iscrizione, collegandola al contesto internazionale e, sul piano interno, ai temi della democrazia, della Costituzione e dell’indipendenza della magistratura.









