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Pratiche artistiche per la città collettiva

Nasce la fanzine di "SEGNI"

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​L’iniziativa è stata promossa dal collettivo Fuori Bolla, un gruppo che da tempo interroga le trasformazioni della città. «Sentivamo l’esigenza di concentrarci sul futuro del centro storico», spiega Giulia De Cunto, presidente del collettivo. «Lo vediamo trasformarsi, ma verso direzioni che non sempre riusciamo a interpretare. Mancava uno spazio di confronto che non fosse scontro, ma creatività pura».

L’AQUILA – C’è un’esigenza silenziosa che attraversa le strade ricostruite dell’Aquila: quella di riappropriarsi non solo dei muri, ma del senso profondo del vivere lo spazio urbano. È da questa urgenza che è nato “SEGNI”, un workshop di quattro giorni ospitato dal Gran Sasso Science Institute (GSSI), che ha tentato di tracciare una nuova mappa emotiva e creativa del centro storico, con il supporto creativo dell’artista e fotografo internazionale Gabriele Stabile.

L’iniziativa è stata promossa dal collettivo Fuori Bolla, un gruppo che da tempo interroga le trasformazioni della città. «Sentivamo l’esigenza di concentrarci sul futuro del centro storico», spiega Giulia De Cunto, presidente del collettivo. «Lo vediamo trasformarsi, ma verso direzioni che non sempre riusciamo a interpretare. Mancava uno spazio di confronto che non fosse scontro, ma creatività pura».

Il cuore del progetto è stata la collaborazione con il GSSI, impegnato da tre anni nel progetto PNRR “CHANGES”, l’unico in Italia dedicato al patrimonio culturale che coniuga sostenibilità e tutela dai rischi naturali e antropici e del cambiamento climatico. In questo contesto si inserisce il lavoro di Sara Troiani, ricercatrice che, insieme al professor Rossi, sta realizzando un archivio digitale del centro storico pre-sisma. La professoressa Speranza Falciano è la responsabile scientifica del progetto.

«Stiamo rimappando le infrastrutture sociali e culturali presenti prima del 2009 attraverso le interviste ai residenti», racconta Troiani. «L’idea di coinvolgere la cittadinanza con workshop partecipativi, grazie all’energia di Fuori Bolla, è stata una scelta naturale per riflettere su che tipo di città stiamo ricostruendo oggi».

Il risultato tangibile di questo incontro tra rigore scientifico e spinta sociale è una fanzine, curata dal fotografo internazionale Gabriele Stabile. La fanzine, termine nato nel mondo delle band indipendenti per indicare pubblicazioni autoprodotte di nicchia, è diventata qui uno strumento di narrazione collettiva.

«Ogni partecipante, attraverso foto e testi, ha interpretato la propria “passeggiata aquilana”», spiega Stabile. «Ne è scaturita una pubblicazione agile, un racconto corale fatto di punti di vista differenti che esercitano liberamente l’istinto creativo».

L’attesa è ora tutta per la fine di marzo, quando il prodotto editoriale verrà presentato ufficialmente. Non sarà solo un oggetto di carta, ma il segno tangibile di una comunità che ha deciso di non essere spettatrice passiva della propria ricostruzione, ma di tornare a “vivere” il centro storico secondo le proprie regole e la propria sensibilità.