Se guardando una foto riesci a sentire l’odore della strada, allora è fotografia di strada: dentro c’è l’umanità dell’istante. Sfogliare immagini è un viaggio silenzioso e potentissimo nel tempo. Digitouring, il museo digitale del Touring Club Italiano, nasce per questo: rendere vivo l’archivio, farlo parlare al presente. Non una semplice raccolta, ma un racconto continuo dell’Italia che muta.
In questo atlante della memoria, L’Aquila e l’Abruzzo hanno un posto speciale: un mosaico di immagini in bianco e nero, spesso accompagnate da scritte sul verso, che restituiscono l’intimità di uno sguardo, la lentezza di un’epoca, la dignità del quotidiano.
Dalla più antica alla più recente, queste immagini raccontano una storia urbana e montana, sacra e popolare.
Circa 1910 – Sallustio e San Bernardino
All’inizio del Novecento L’Aquila si presenta fiera e composta.
In Piazza del Palazzo, attorno al Monumento a Sallustio, la città mostra il suo volto istituzionale, ordinato, ancora intatto. Poco distante, la Torre del Palazzo di Giustizia svetta come simbolo di autorità e stabilità.
Nello stesso periodo, la Chiesa di San Bernardino appare in tutta la sua eleganza rinascimentale, mentre via alla Porta Barzana racconta la vita quotidiana, il passaggio lento di persone e carri, l’intreccio tra architettura e comunità.

1927 – Il turismo come scoperta
Un’immagine significativa documenta l’escursione del Touring Club Italiano all’Aquila dedicata a Theodor Christomannos, sul passo di Costalunga. È il turismo colto delle origini, fatto di cammino, studio e contemplazione, dove il viaggio è prima di tutto conoscenza.
Circa 1930 – Verso il Gran Sasso
La montagna diventa protagonista. Il Santuario della Madonna d’Appari, sulla strada per il Gran Sasso, unisce devozione e paesaggio. Poco dopo il 1930 compare l’Hotel Campo Imperatore, inaugurato come avamposto moderno sull’altopiano: un segno forte di come anche l’Abruzzo stesse entrando nella stagione del turismo invernale.

Anni Quaranta – Modernità e guerra
Le immagini degli anni Quaranta mostrano un Abruzzo che cambia.
La vista dal Rifugio Duca degli Abruzzi verso Campo Pericoli restituisce un senso di vastità e silenzio, mentre a valle la modernità avanza: la partenza della funivia di Fonte Cerreto (ca. 1940) collega la città alla montagna. Nel 1941 una foto ritrae lo Stadio XXVIII Ottobre: spazi pubblici, folla, eventi, una città che vive anche negli anni più difficili.
Oltre L’Aquila, l’Abruzzo forte e gentile
Accanto alle vedute aquilane, Digitouring restituisce un Abruzzo profondamente umano.
Le donne di Scanno, fiere nei loro costumi; le vedute di Opi; un vasaio ad Anversa degli Abruzzi; i battirame di Guardiagrele; le scene di vendemmia e i pastorelli; le donne al lavoro abilissime con il merletto; la lavorazione delle castagne a Chieti; le paranze ancorate a Pescara; i costumi tipici di Pettorano; gli sciatori a Ovindoli. Sono frammenti di un mondo fatto di gesti antichi, fatica, stagioni, saperi tramandati. Un Abruzzo rurale e insieme modernissimo nella sua capacità di adattarsi.
Guardare queste cartoline non significa indulgere in una nostalgia sterile, ma significa riconoscere da dove veniamo, come eravamo. Il bianco e nero ci parla di un tempo più lento, ma anche di una comunità solida, di luoghi vissuti con rispetto, di un rapporto profondo tra uomo e territorio. “Come eravamo” è anche un invito al presente. Perché dentro quelle immagini, oggi digitali ma nate su carta, c’è ancora una lezione preziosa su identità, memoria e futuro.
Tutte le immagini citate e molte altre sono consultabili integralmente al seguente link, all’interno dell’archivio Digitouring del Touring Club Italiano.









