ROMA – È ancora stallo sulla vertenza LFoundry. All’incontro tenutosi oggi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del sottosegretario Fausta Bergamotto, delle rappresentanze sindacali, dell’assessora regionale Tiziana Magnacca e del sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio, l’azienda non ha presentato alcun piano industriale, né ha espresso impegni concreti sul mantenimento dei livelli occupazionali.
“Attendo con fiducia il momento in cui LFoundry smetterà di prendere in giro l’Italia, l’Abruzzo, la Marsica e soprattutto le 1300 lavoratrici e lavoratori che da mesi vivono nell’incertezza”, ha dichiarato il senatore Michele Fina (PD) al termine dell’incontro.
Fina ha denunciato la mancanza di trasparenza da parte dell’azienda, che continua a richiedere aiuti pubblici senza proporre un progetto chiaro, e ha ribadito la necessità di attivare strumenti di formazione e upskilling da parte della Regione, a sostegno dei lavoratori e del reddito.
“L’aiuto pubblico può arrivare solo a fronte di un comportamento chiaro, leale e rispettoso delle regole. È una questione di legalità e rispetto per il nostro territorio”, ha aggiunto Fina.
Anche l’assessora Tiziana Magnacca, a nome della Regione Abruzzo, ha espresso forte preoccupazione:
“Esco dall’incontro con poche novità e nessuna certezza. La Regione farà la sua parte, ma serve un piano industriale credibile e di prospettiva che in questo momento non vedo”.
Magnacca ha sottolineato la centralità di LFoundry per il comparto produttivo abruzzese e ha ricordato che l’azienda non ha mostrato interesse per gli strumenti disponibili, come i fondi ordinari regionali, i bandi per ricerca e sviluppo e i progetti di formazione.
“Non ho visto passi avanti significativi da parte dell’azienda in quest’ultimo anno”, ha concluso l’assessora. “Abbiamo la necessità di tutelare i posti di lavoro e la tenuta economica e sociale della Marsica”.
Il tavolo verrà riconvocato a ottobre. Intanto, sindacati e istituzioni chiedono con urgenza trasparenza, visione e impegno concreto, ribadendo che ogni percorso futuro dovrà mettere al centro la salvaguardia dell’occupazione e dell’identità industriale del territorio.









