L’AQUILA – Il futuro dello stabilimento Magneti Marelli di Sulmona resta al centro dell’attenzione politica e sindacale. L’incontro istituzionale tenutosi ieri a Pescara, convocato dall’assessore alle Attività Produttive Tiziana Magnacca, ha visto la partecipazione dell’azienda, dei sindacati, delle Rsu aziendali e di Confindustria, nonché di rappresentanti istituzionali come la vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia e il consigliere regionale Maria Assunta Rossi.
L’assessore Magnacca ha espresso soddisfazione per l’esito dell’incontro, sottolineando che la produzione resterà in Abruzzo senza essere trasferita agli stabilimenti di Melfi e Rivalta. Ha evidenziato inoltre la professionalità delle maestranze abruzzesi e la qualità certificata dal cliente, ribadendo il ruolo centrale dello stabilimento di Sulmona per l’economia e le famiglie della Valle Peligna. Durante il confronto è stata discussa la necessità di valutare nuove garanzie per l’occupazione, con l’obiettivo di riportare in stabilimento le produzioni esternalizzate e trasferire una sezione del centro ricerche attualmente dislocato a Torino. La Regione si è impegnata a convocare un’interlocuzione con Stellantis e a offrire supporto e consulenza all’azienda per garantire continuità produttiva.
Nonostante queste rassicurazioni, la preoccupazione per il settore automotive resta alta. L’azienda ha ricordato che negli ultimi cinque anni sono stati investiti 22 milioni di euro nello stabilimento di Sulmona, ma i sindacati hanno evidenziato i limiti della mono committenza, chiedendo maggiori investimenti, l’ampliamento della clientela e il rientro delle produzioni esternalizzate.
Dall’opposizione arrivano critiche dure nei confronti della Regione e del Governo. I consiglieri regionali del Partito Democratico Michele Fina e Pierpaolo Pietrucci hanno espresso preoccupazione per la situazione di Marelli e LFoundry, accusando le istituzioni di immobilismo. Hanno sottolineato come, negli ultimi mesi, la crisi si sia aggravata e come Governo e Regione si siano mostrati distanti dalle preoccupazioni di lavoratori e lavoratrici. Riguardo alla riunione convocata dall’assessore Magnacca, Fina e Pietrucci parlano di un’occasione mancata, denunciando l’assenza di novità concrete e la mancanza di una strategia chiara da parte della Regione per uscire dalla crisi. Secondo loro, l’atteggiamento della Giunta appare più come un atto dovuto che come un reale strumento di risoluzione dei problemi.
Anche la vicenda della LFoundry desta preoccupazione. Dopo la minaccia di 134 licenziamenti, la crisi è stata superata solo grazie ai sacrifici dei lavoratori, che hanno accettato tagli salariali e modifiche alla turnazione. Secondo Fina e Pietrucci, la Regione non ha mantenuto l’impegno di stanziare fondi per progetti di formazione, lasciando il peso della crisi sulle spalle dei lavoratori e dei contribuenti. I due consiglieri chiedono la riconvocazione del tavolo presso il MIMIT per discutere del piano industriale e delle recenti novità internazionali, tra cui l’annunciata introduzione di dazi da parte del Presidente Trump. Ritengono necessario un aggiornamento concreto per garantire la stabilità occupazionale e la competitività degli stabilimenti, annunciando nuove iniziative in Consiglio regionale e in Parlamento per sollecitare interventi immediati.
L’attenzione rimane alta, sia da parte delle istituzioni che dei lavoratori, in attesa di risposte più concrete sul futuro industriale del territorio.









