Il 1° settembre 2023, ad attraversare un campo a San Benedetto dei Marsi non fu solo un’orsa. Fu l’eco di una ferita profonda inferta al cuore dell’Abruzzo. Ora, a quasi due anni dall’uccisione dell’orsa Amarena, arriva un segnale forte: ENDAS Abruzzo APS è stata ammessa come parte civile nel processo penale in corso. Una scelta, quella del Tribunale di Avezzano, che non ha solo valore giuridico, ma simbolico e collettivo.
La decisione è stata presa il 18 luglio dal Giudice del Tribunale di Avezzano. Rappresenta il riconoscimento ufficiale del diritto, da parte di un’associazione ambientalista, di prendere parte a un processo penale che va oltre il singolo fatto criminoso. ENDAS Abruzzo, ente riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, potrà dunque intervenire in giudizio per tutelare ciò che Amarena rappresentava: la biodiversità dell’Appennino e la dignità delle specie protette.
La prossima udienza è fissata al 26 settembre 2025.
A rappresentare l’associazione sarà l’Avvocato Alessandro Dioguardi, che fin dall’inizio ha seguito il caso con determinazione e profonda adesione al significato più ampio del processo. Non solo un delitto contro un animale, ma contro un patrimonio collettivo.
«Porteremo in aula la voce di chi chiede giustizia per Amarena – ha dichiarato – e per l’intero ecosistema appenninico. L’ammissione come parte civile dimostra che l’ambiente ha bisogno di difensori concreti e determinati.»
Simone D’Angelo, presidente di ENDAS Abruzzo, ha ribadito con forza l’importanza dell’impegno assunto: «Essere parte civile non è solo una formalità. È un atto di responsabilità nei confronti dell’Abruzzo e della sua identità naturale. Amarena non è stata solo un’orsa. Era simbolo vivente di una convivenza possibile e necessaria tra uomo e natura.»
Il gesto dell’associazione vuole essere un monito a chi crede che i crimini contro l’ambiente siano “senza volto” o “senza colpevoli”. La presenza in aula sarà anche un tributo alla memoria di Amarena, perché non cada nell’oblio una vicenda che ha suscitato indignazione a livello nazionale.
ENDAS Abruzzo sottolinea come la tutela del patrimonio faunistico non possa più essere considerata secondaria. La difesa dell’orso bruno marsicano, specie già a rischio, è oggi più che mai una sfida culturale.









