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Ma quale Santiago de Compostela! Iniziamo dal Gran Sasso

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Sono otto i cammini iscritti sul registro regionale dei cammini. Ma l’Abruzzo è tutto ‘camminabile’ e ricco di percorsi che regalano emozioni indimenticabili

L’AQUILA – A tavola con i figli, vengono spesso in mente proposte di cose da fare insieme. Giusto ieri parlavamo dell’ipotesi di affrontare, prima o poi, il Cammino di Santiago di Compostela, scelto, ogni anno, da migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo, spinte dal desiderio di ritrovare un senso di essenzialità, di sfida ma anche di incontro.

“Lo facciamo a piedi o in bici?”, ci siamo chiesti.” A piedi”, la risposta definitiva. “Prima però, dovremmo allenarci, anche perché lì si va avanti con botte di 25/30 km al giorno.” La conversazione è terminata con un bel pezzo di colomba a testa e la promessa che ci avremmo pensato seriamente.

“E se cominciassimo dai nostri cammini?”, mi sono detta mentre rassettavo la cucina, dandomi della grande scema per non averci pensato prima e parlato con i ragazzi, che nel frattempo si erano smaterializzati.

Ho fatto una piccola ricerca e sono approdata sul sito della Regione Abruzzo, dove il registro ufficiale dei cammini d’Abruzzo ne riporta otto.

Ma, sulla lista, manca il cammino da dove ho pensato di iniziare e di cui avevo sentito parlare: il Cammino del Gran Sasso. Leggendo, ho scoperto che si tratta di un cammino di sessanta chilometri, suddivisi in cinque tappe; un percorso ad anello che parte da Fonte Cerreto, ai piedi della funivia, e si sviluppa tra altipiani, valloni, canyon e i nostri fantastici borghi.

L’iniziativa è nata grazie all’impegno di un gruppo di operatori turistici della Baronia di Carapelle (Castel del Monte, Calascio, Santo Stefano di Sessanio e Barisciano), riuniti nell’omonima associazione.

Il cammino inizia da Campo Imperatore. Si attraversa il Vado di Corno e si prosegue verso il Laghetto Pietranzoni. Dopo aver toccato i ruderi della Chiesa di Sant’Egidio, si imbocca il Canyon dello Scoppaturo, e si scende verso Castel del Monte. La seconda tappa conduce da Castel del Monte alla Rocca di Calascio, passando per il Colle della Battaglia.

Da Rocca Calascio si scende dolcemente verso Santo Stefano di Sessanio; si prosegue poi verso Barisciano, scendendo tra gli antichi ricoveri pastorali della Piana delle Locce, con il Corno Grande sempre all’orizzonte.

La quinta e ultima tappa risale verso gli altopiani del Parco, attraversando il Piano di Fugno e la zona silenziosa di Fonte Vedice, dove gli animali si abbeverano. Si passa accanto al solitario Tempietto di Sant’Eusanio e si sosta al Rifugio Montecristo, prima di scendere lungo la cresta sopra Valle Fredda e chiudere il cammino tornando a Fonte Cerreto.

Che dite, si può fare? Tacca tacca, hai voglia a macinare chilometri!

Di seguito, la lista dei cammini iscritti nel registro regionale